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Enoturismo a Castorano
Itinerario dal centro storico del borgo di Castorano (AP) alla natura, tra i calanchi del Piceno. Tappa obbligatoria lungo il camminio alla cantina "Cameli Irene".
Il Cammino dei Cappuccini - Bike -Tappa 5
Questo itinerario è un'affascinante avventura su due ruote che si snoda tra Camerino e Montefortino, due borghi ricchi di storia e immersi nel suggestivo paesaggio delle Marche. Partendo dalla storica città di Camerino, situata a circa 609 metri di altitudine, i ciclisti iniziano il loro viaggio attraversando le verdi colline e i maestosi monti della regione, immergendosi in un territorio che è un vero e proprio scrigno di tesori culturali e naturali. Camerino, con le sue antiche mura, il Palazzo Ducale e la Rocca Borgesca, offre un inizio ricco di suggestioni storiche. Lasciandosi alle spalle questo borgo medievale, l'itinerario si dirige verso sud, entrando nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Questo tratto è particolarmente affascinante, regalando panorami mozzafiato sulle montagne, tra valli profonde e crinali elevati. La natura qui è protagonista, con la possibilità di incontrare specie animali tipiche dell'Appennino e di ammirare una flora varia e rigogliosa. Il percorso, lungo circa 73,5 chilometri, con un dislivello totale di circa 3240 metri, è impegnativo anche per i ciclisti più esperti. Le salite, a volte ripide, mettono alla prova la resistenza, ma ogni sforzo viene ripagato dalla bellezza del paesaggio e dalla soddisfazione di affrontare un percorso così impegnativo. Anche le discese richiedono attenzione, soprattutto nei tratti più tecnici, dove il terreno può diventare insidioso. Dopo aver attraversato luoghi di rara bellezza e superato le fatiche delle alture, l'arrivo a Montefortino segna la conclusione di questa intensa esperienza. Situato a 573 metri di altitudine, Montefortino è un borgo che conserva intatta la sua atmosfera medievale. Le sue strette vie, il Santuario della Madonna dell'Ambro e le case in pietra accolgono i ciclisti con il loro fascino senza tempo. Questo piccolo centro ai piedi dei Monti Sibillini offre un meritato riposo e un'opportunità per riflettere sulla bellezza e la sfida del percorso appena concluso. In termini di tempo, l'intero itinerario richiede almeno 5 ore per essere completato, dai ciclisti ben allenati. Tuttavia, è consigliabile prendersi più tempo per godere appieno delle meraviglie lungo il cammino, fermandosi per ammirare i panorami, fare una pausa o visitare i luoghi di interesse. Questo itinerario fa parte del Cammino dei Cappuccini (link), un percorso che attraversa le Marche collegando luoghi di grande rilevanza spirituale e culturale legati alla tradizione francescana. È un viaggio che non è solo fisico, ma anche interiore, un'opportunità per riconnettersi con la natura e con la storia, seguendo le tracce di antichi pellegrini in un paesaggio che ha mantenuto intatto il suo fascino nel corso dei secoli.
Dal mare a Montefiore dell’Aso e Campofilone
Iniziamo la descrizione partendo da Marina di Altidona, ma si può utilizzare la modalità treno+bici scendendo alla stazione di Pedaso. Scendiamo verso sud lungo la ciclovia Adriatica, godendoci lo spettacolo del mare alla nostra sinistra. Dopo un breve tratto finale in cui la ciclovia finisce e si prosegue su sentiero, a Marina di Massignano abbandoniamo il mare e svoltiamo a destra attraversando la provinciale e passando sotto il ponte della ferrovia. Iniziamo a salire su strade secondarie, con tratti sterrati, tra il verde della natura circostante. Le salite ci portano a Montefiore dell'Aso (405m slm) un borgo affascinante con le sue le piazze vivaci e i suoi monumenti. Da non perdere il polo museale di San Francesco, con l’antica chiesa impreziosita da monumenti e affreschi trecenteschi e, nelle sale dell’antico convento oggi adibito a museo, un prezioso polittico di Carlo Crivelli. Vale assolutamente dedicare un po’ di tempo alla scoperta del museo e del paese, scoprendo angoli nascosti e rifocillandosi con un dolce locale in una delle caffetterie. Riprendiamo il nostro viaggio e iniziamo il ritorno verso il mare, sempre lungo strade minori e poco battute. Sfioriamo il lago di Montecantino e proseguiamo fino a Campofilone, altro borgo storico, famoso per la sua pasta all’uovo e semola di grano duro, prodotto che ha ricevuto la denominazione IGP. Il borgo ci accoglie con il suo fascino, e ci piace perderci tra le sue viuzze storiche. Completiamo la discesa lungo una stradina con belle viste sul mare di fronte a noi. Poco prima della rampa finale sulla costa, merita una breve deviazione la stradina sterrata verso le falde del monte Serrone per contemplare il panorama che si apre davanti a noi, con il mare che si fonde con l’orizzonte e il faro di Pedaso ai nostri piedi. Soddisfatti di questo tour, torniamo sulla ciclovia Adriatica e risaliamo verso nord per chiudere il giro respirando la salsedine.
Anello Gravel, Monte dell'Ascensione
Partiamo dal centro storico di Rotella, affascinante borgo ai piedi del Monte dell’Ascensione. La prima tappa è Poggio Canoso, dove visitiamo l’Ecomuseo del Monte dell’Ascensione, una sosta che ci introduce al territorio che andremo a esplorare. Riprendiamo il percorso su un bel tratto sterrato che ci conduce alla strada provinciale; qui svoltiamo a destra e, al primo bivio, teniamo la sinistra per dirigerci verso sud. La strada inizia a scendere e presto imbocchiamo un nuovo sterrato sulla sinistra. Affrontiamo una breve ma ripida salita, sotto le imponenti balze del Monte dell’Ascensione, che da questo versante mostra il suo lato più selvaggio e dirupato. Raggiungiamo Polesio, un borgo che sembra sospeso nel tempo, e proseguiamo fino alla chiesetta di San Giacomo, dove svoltiamo a sinistra per una lunga salita sterrata. Qui le vedute sui calanchi sono semplicemente spettacolari. Superati due chilometri di salita, la strada si fa più agevole, e iniziamo la discesa verso Capradosso, piccolo borgo che raggiungiamo con una deviazione sulla sinistra. Proseguiamo passando vicino al santuario di Montemisio, un piccolo angolo di pace, e infine rientriamo a Rotella, con l’animo colmo di bellezza. Qualche strappo impegnativo richiede un po’ di allenamento, ma con una e-bike adatta agli sterrati, queste salite si affrontano senza eccessiva fatica, permettendo di godere al meglio dei paesaggi circostanti. Prestare attenzione nei tratti di discesa su sterrato.
Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 01 - da Marina di Altidona a Montelparo
Partiamo dal nuovo ponte ciclopedonale che scavalca l’Aso nel punto in cui sfocia in mare, punto di raccordo tra marina d’Altidona e Pedaso. Si inizia subito a salire e in 5,5 km eccoci al primo paese di cresta, Altidona, a 218m slm. Altidona è la prima “perla” da inanellare nella nostra collana di paesi; un piccolo borgo murato che conserva ancora il sapore di un villaggio medievale. Proseguiamo lungo il percorso sino a giungere al bivio per Lapedona, paese gemello raggiungibile con una deviazione di 3,4 km su cresta convergente; altro borgo murato con splendida vista verso Fermo e la sua terra. Ritornati sul nostro crinale, proseguiamo verso Moresco, piccolo ma interessante borgo fortificato caratterizzato da una imponente torre eptagonale che si staglia alla nostra sinistra. Poco prima del paese merita una sosta il piccolo e originale tempietto della Madonna della Salute. Dopo la visita al borgo, riprendiamo la strada per entrare nel centro storico della vicina Monterubbiano, paese di più ampio respiro, ricco di chiese e palazzi storici. Interessante il Museo civico archeologico all’interno dell’ex complesso conventuale di San Francesco. Riprendiamo la nostra strada per giungere a Petritoli, altro paese ricco di storia e fascino. Particolare la sua alta torre civica, del 1832, ispirata a simbolismi religiosi attraverso varie forme geometriche. Proseguiamo a pedalare per giungere al nostro sesto paese, Monte Vidon Combatte, un piccolo borgo-castello con ingresso a doppia porta, ingentilito da loggiati ed archi. Dopo Monte Vidon Combatte la strada inizia a scendere sino a sfiorare i 200 m slm, per poi risalire sino ai 300 di Ortezzano, il cui nucleo storico è caratterizzato da una torre pentagonale, testimonianza dell’antico castello, situata di fronte alla bella chiesa del Suffragio, dalla sinuosa facciata barocca, rigorosamente in cotto. Continuiamo verso il penultimo paese, ovvero Monte Rinaldo, con la sua piccola piazza triangolare dove svetta la torre dell’orologio e nelle cui vicinanze è l’importante sito archeologico di Cuma. La descrizione di questo primo tratto di ciclovia termina dopo circa 46 chilometri e 1200 m di dislivello, a Montelparo, paese ricco di storia e punti di interesse.
Dal Mare a Lapedona, Altidona
Iniziamo la nostra piccola avventura ciclistica a Marina di Altidona e ci dirigiamo verso nord seguendo la ciclabile adriatica che ci consente di avanzare in modo piacevole lontani dal traffico. Dopo qualche chilometro la ciclabile termina e si svolta a sinistra sottopassando l’autostrada. Proprio sotto il viadotto dovremo affrontare il passaggio più “avventuroso”: un piccolo guado superabile con un paio di pietre posizionate in loco (nella stagione calda mettere i piedi nei pochi centimetri d’acqua del ruscello potrebbe essere ristoratore). Imboccata la strada in salita sull’altro lato del ruscello, al primo tornante prendiamo a sinistra per inoltrarci in una valle verdeggiante, dove il percorso si fa sterrato. Arriviamo a Lapedona, un antico borgo tutto da esplorare, con splendide vedute sul territorio circostante, luogo ideale per godersi una meritata pausa. Riprendiamo le bici e dopo poche centinaia di metri sulla provinciale, svoltiamo a sinistra imboccando una stradina che, con una ripida discesa e una altrettanto ripida salita, ci porterà sulla cresta a fianco, dove sorge il corrispondente borgo di Altidona. Lungo il percorso i più avventurosi possono fare una breve deviazione sulla sinistra, lungo un sentiero più adatto ai camminatori, per vedere l’Eremo di Saltareccio, un luogo immerso nella natura che, nonostante l’abbandono, emana ancora un grande senso pace. Arrivati alla provinciale, la superiamo di pochi metri per imboccare uno sterrato sulla sinistra senza traffico e “vista mare”. Dopo un paio di chilometri prendiamo a sinistra per arrivare al nostro secondo paese da esplorare, Altidona, altro piccolo borgo fortificato ricco di scorci e di sorprese. Lasciamo Altidona scendendo lungo la Provinciale e svoltiamo sulla sinistra dopo un chilometro circa, imboccando via Cantagallo. Questa piccola strada sterrata “fuori dal mondo” ci regalerà scorci stupendi sul mare sino a condurci sotto il viadotto iniziale, nel punto del guado, dove imbocchiamo la nostra ciclabile adriatica per rientrare a Marina di Altidona in tutta tranquillità, respirando l’odore del mare. Itinerario semplice e perfetto per una e-bike a ruote un po’ larghe; ai muscolari è richiesto un po’ di impegno fisico per superare qualche salita più ripida.
Tra borghi e natura sui sentieri dell'Aso
Partiamo da Comunanza, unico borgo sul fondovalle dell’Aso, attraversando il suo nucleo storico, con il museo Sistino che racconta storie di un tempo. Lasciamo il paese e al primo bivio sulla destra iniziamo a salire su una strada che presto diventa sterrata, circondati da una natura lussureggiante. Dopo una lunga salita raggiungiamo la provinciale, percorrendola per poche centinaia di metri, per poi imboccare la deviazione per Lisciano. Da qui ci attende una lunga discesa su sterrato, attraverso boschi e creste, che ci porta fino a Palmiano, il primo nucleo abitato dopo 15 km di immersione nella natura. Riprendiamo il percorso in salita e raggiungiamo la SP 93 che prendiamo svoltando a sinistra (svoltando invece a destra, poco lontano, possibilità di ristorazione) Dopo circa 1,5 km sulla provinciale svoltiamo a sinistra verso Quinzano, piccolo borgo con uno splendido panorama sui monti Sibillini. Attraverso strade secondarie proseguiamo fino a Force, centro principale della zona, dove ci fermiamo per visitare i musei e il suggestivo centro storico. Riprendiamo tornando leggermente sui nostri passi per iniziare la discesa verso il fondovalle dell’Aso e chiudere l’anello a Comunanza. I tratti sterrati sono ben battuti, ma includono sezioni impegnative che richiedono allenamento in salita e tecnica in discesa. Con l’e-bike, il percorso si affronta senza troppa fatica, permettendo di godere appieno della bellezza dei luoghi.
Il Cammino dei Cappuccini - Bike - Tappa 6
L'itinerario ciclabile è un affascinante percorso che collega Montefortino a Castignano, attraversando alcuni dei paesaggi più suggestivi delle Marche. Il percorso inizia a Montefortino, situato a circa 581 metri di altitudine, e si conclude a Castignano, a 450 metri di altitudine. Questo itinerario, lungo circa 59,5 km, si snoda attraverso un territorio prevalentemente montano e collinare, caratterizzato da salite e discese impegnative che richiedono una buona preparazione fisica. Il dislivello positivo complessivo è di circa 2462 metri, il che rende il percorso particolarmente adatto a ciclisti esperti in cerca di una sfida. Lungo il tragitto, si attraversano aree di grande interesse naturalistico e culturale. I ciclisti possono però godere di panorami mozzafiato sui Monti Sibillini e sulla campagna marchigiana, passando per piccoli borghi e antichi sentieri ricchi di storia. Il tempo stimato per completare l'itinerario è di circa 4 ore per i ciclisti ben allenati. Tuttavia, il tempo può variare a seconda delle soste per ammirare i panorami o per visitare i luoghi di interesse lungo il percorso. Parte del Cammino dei Cappuccini (link), questo itinerario non è solo un viaggio fisico ma anche un'opportunità per riconnettersi con la natura e scoprire il ricco patrimonio culturale e spirituale della regione. I paesaggi attraversati offrono un'esperienza unica, dove la bellezza della natura si intreccia con la storia e la spiritualità.
Il Cammino dei Cappuccini - Bike
Queste due tappe fanno parte del Cammino dei Cappuccini (link), da Camerino a Montefortino e da Montefortino a Castignano. Un percorso che attraversa le Marche collegando luoghi di grande rilevanza spirituale e culturale legati alla tradizione francescana. È un viaggio che non è solo fisico, ma anche interiore, un'opportunità per riconnettersi con la natura e con la storia, seguendo le tracce di antichi pellegrini in un paesaggio che ha mantenuto intatto il suo fascino nel corso dei secoli.
Ascesa al Monte dell'Ascensione
Partiamo da Rotella, il centro storico ai piedi del monte dell’Ascensione. La nostra prima meta è Poggio Canoso, un affascinante borgo medievale dove ci fermiamo per visitare l’Ecomuseo del Monte dell’Ascensione, per comprendere meglio il territorio che andremo ad esplorare. Dopo la sosta riprendiamo il percorso su uno sterrato che sale attraversando i profumi e i silenzi della campagna. Arrivati alla provinciale, svoltiamo a destra e proseguiamo verso sud, mantenendo la sinistra al primo bivio. Poco dopo, sulla nostra sinistra, inizia un lungo tratto di sterrato, ben tracciato e senza pendenze brusche, che ci guida fino alla sommità del monte. L’ultimo tornante svela un paesaggio insolito e un po’ apocalittico, punteggiato da una selva di antenne e ripetitori. Vale comunque la pena proseguire fino alla croce, da cui si apre una vista mozzafiato sulla piana di Ascoli: sotto di noi i dirupi del monte e i bianchi calanchi, e in lontananza, la città di Ascoli. Iniziamo la discesa lungo il tratto più impegnativo del percorso, uno sterrato con fondo non sempre regolare e con alcuni tratti ripidi. Dopo qualche chilometro, ci immettiamo su uno sterrato più scorrevole che prendiamo svoltando a sinistra. Dopo un breve tratto in salita torniamo nuovamente a scendere e, al primo bivio asfaltato, prendiamo nuovamente a sinistra per raggiungere la borgata di Capradosso e proseguire tranquillamente sino a Rotella. La strada sterrata di salita è regolare e senza strappi, dal fondo buono anche se con alcuni tratti un po’ grossolani. La discesa è la parte più tecnica del percorso. Itinerario ideale per e-bike fuoristrada.
Viaggio nella storia
Iniziamo il nostro percorso da Ortezzano, dopo aver esplorato il centro storico ricco di punti di interesse. Iniziamo il tour dirigendoci verso Monte Rinaldo, lungo la via dei Crinali. Dopo qualche foto dalla terrazza panoramica iniziamo la discesa per visitare, poco dopo, il sito archeologico de La Cuma, una struttura eccezionale, un tempo luogo di culto dei romani, risalente al II-I secolo a.C. Giunti al fondo valle, risaliamo il fiume verso ovest, con una deviazione verso il mulino fortificato di Sisto V, perfettamente conservato e vestigia di un passato lontano. Nei pressi è in costruzione il futuro Polo agroalimentare EVA, progettato per accogliere e far conoscere le eccellenze alimentari della Valdaso. Riprendiamo la strada di fondovalle e poco dopo iniziamo la salita verso Montelparo, passando accanto alla pittoresca chiesetta campestre di Santa Maria in Camurano, incorniciata dal verde circostante. A Montelparo, ci concediamo una visita al centro storico, con i suoi vicoli antichi e scorci panoramici. Il nostro itinerario continua passando per Sant’Elpidio Morico, per poi dirigerci verso Monte Vidon Combatte. Prima di arrivare, se la stanchezza non si fa sentire, possiamo fare una deviazione sulla sinistra per esplorare i ruderi di Collina Vecchia, suggestivi e carichi di storia. Giungiamo infine a Monte Vidon Combatte, dove ci attende il piccolo centro storico, prima di rientrare a Ortezzano, soddisfatti e arricchiti dall’esperienza. L'itinerario presenta alcuni strappi impegnativi che richiedono una buona preparazione. Tuttavia, con una e-bike, queste salite risultano più accessibili, consentendo di godere senza fatica dei panorami e dei borghi.
Su e giù per la Valle dell'Aso
Partiamo da Comunanza, unico borgo della Valdaso a sorgere sul fondovalle, un punto di partenza ideale per esplorare queste terre. Pedaliamo su strade minori, immergendoci nel verde delle colline, e raggiungiamo Force, un borgo antico che sembra sospeso nel tempo, con le sue case in pietra e le stradine che si snodano tra scorci pittoreschi. Dopo una breve sosta, proseguiamo in discesa verso il fondovalle, da dove iniziamo la risalita sul versante opposto. Qui ci attende Montefalcone Appennino, un altro borgo affascinante arroccato su uno sperone roccioso, dove svetta il castello medievale, custode di secoli di storia. Non possiamo non visitare il museo locale, che conserva preziosi reperti archeologici e opere d’arte, testimoni della cultura e delle tradizioni del luogo. Concludiamo il nostro viaggio scendendo lungo una strada minore, che nell’ultimo tratto si trasforma in sterrato. Raggiungiamo nuovamente Comunanza, appagati dai panorami e dalla bellezza di questi luoghi. L’itinerario presenta poco sterrato ma due salite piuttosto lunghe, che richiedono un po' di allenamento. Tuttavia, con una e-bike sono facilmente affrontabili, permettendo di godere appieno del paesaggio e dei borghi.
Enoturismo ad Acquaviva Picena
Escursione nel borgo di Acquaviva Picena (AP) con visita alla maestosa Fortezza, in grado di offrire una combinazione unica tra cultura vitivinicola e storia medievale.
Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Percorso completo
La Ciclovia dei Crinali è l'itinerario simbolo della Valdaso: un percorso modulabile in quattro tappe, che vi condurrà alla scoperta di tutti i borghi storici della valle, snodandosi tra le due creste che abbracciano il fiume, dal mare ai monti Sibillini e ritorno. Panorami mozzafiato e un'esperienza indimenticabile, ideale per famiglie e cicloturisti. Per ragioni storiche di difesa e controllo, il fondovalle del fiume Aso non è mai stato abitato dalle comunità locali e tutti gli insediamenti sono stati costruiti in alto, sulle alture di queste dolci colline. La Ciclovia regala quindi continue occasioni di interesse e di sosta: borghi murati, piazze, chiese e naturalmente locali dove fermarsi a sorseggiare un calice di Passerina o di Rosso Piceno assaporando i cibi a km zero dei produttori della valle. Da un lato il mare e dall’altro le montagne. Si parte dal blu dell’Adriatico per iniziare subito a salire i primi pendii e immergersi nel verde dei campi coltivati e nei colori dei fiori, per passare poi al verde più intenso dei boschi e approdare alle falde dei monti Sibillini, sotto la mole imponente del Monte Vettore e le creste del monte Sibilla. In autunno i colori vireranno verso il giallo e l’ocra, avvicinandosi alla tonalità dei mattoni delle case. L’intero percorso, dal mare alla montagna e ritorno, è di circa 170 km e lo presentiamo qui diviso in quattro tappe di lunghezze comprese tra i 40 e i 50 chilometri, con altimetrie intorno ai 1000 m di dislivello positivo per le tappe più impegnative. Considerando però che tra un borgo e l’altro non intercorrono mai più di dieci chilometri e che tanta offerta di pernottamento e ristorazione è distribuita lungo tutto il percorso sotto forma di agriturismi, B&B e altri tipi di alloggio, sarà molto semplice adattare il numero e la lunghezza delle tappe a seconda delle vostre capacità, di come volete affrontare il percorso e del tempo a vostra disposizione. Se non siete appassionati ciclisti, affrontare il percorso in e-bike vi permetterà di godere di tutta la bellezza della Valdaso con un impegno fisico alla portata di tutti.
Ai piedi del Monte Vettore
Iniziamo il nostro itinerario da Montemonaco, scendendo verso il fondovalle dell’Aso. Una volta giunti in fondo, affrontiamo la prima salita lungo la ciclovia dei Crinali, sino al bivio che prendiamo a destra in direzione di Montegallo. Il nostro percorso si svolge come un anello che attraversa i pittoreschi borghi di Balzo, Piano, Castro e tante altre gemme nascoste che formano il Comune sparso di Montegallo. Ogni sosta ci regala scorci incantevoli immersi nel silenzio della natura. Dopo aver chiuso questo anello, torniamo al bivio precedente per riprendere la ciclovia dei Crinali verso Comunanza/Montemonaco. Lungo la strada meritano una foto e una sosta la chiesa di San Vito a Propezzano (si consiglia di salire al termine del paese per evitare la prima rampa ripidissima) la isolata chiesa di Santa Maria Assunta a Polverina, in bella posizione isolata ma che porta ancora i segni dell’ultimo terremoto. Ancora qualche chilometro e iniziamo la discesa prendendo a sinistra per Illice sino a raggiungere il lago di Gerosa, che costeggiamo risalendo la vallata dell’Aso. A san Giorgio all’Isola, dopo una doverosa sosta per visitare l’interessante chiesa romanica di San Giorgio, e anche per pausa ristoratrice, affrontiamo l’ultima salita della giornata per completare il tour a Montemonaco. L’itinerario presenta un dislivello impegnativo e richiede una buona preparazione fisica. Ci sono alcuni strappi, ma grazie a una e-bike possiamo affrontarli senza troppa fatica, godendo al massimo dei paesaggi e dei luoghi caratteristici.
Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 03 - da Montemonaco a Rotella
Iniziamo il nostro ritorno verso il mare lasciando Montemonaco con una bella discesa che ci porta a superare il fiume Aso (che qui ha da poco iniziato il suo viaggio, dalla vicina sorgente di monte Porche) per risalire sul versante opposto e riprendere il percorso sul crinale destro del fiume. Dal fondovalle, prendendo a destra, si può raggiungere Foce, ultimo avamposto per iniziare l’esplorazione del monte Vettore e giungere sino al solitario Lago di Pilato. Prendendo a sinistra invece si può raggiungere rapidamente il Lago di Gerosa, anticipato dalla particolare architettura della chiesa di San Giorgio all’Isola. Il nostro percorso comunque scavalca il fiume, a quota 730m slm, e risale sul versante opposto, sino a raggiungere quota 950, punto in cui si stacca sulla destra il bivio per Montegallo. Montegallo è un Comune diffuso suddiviso in 23 frazioni, con la sede comunale presso il borgo di Balzo. Il paese, il più vicino all’epicentro del terremoto del 2016 porta ancora evidenti i segni della forte scossa, con molte delle sue case ancora messe in sicurezza da strutture di legno e cavi di acciaio. Il fascino di questi paesi, ai piedi dell’imponente mole del monte Vettore, è però rimasto intatto e chi ama la montagna non può rinunciare a questa deviazione. Riprendendo il percorso dal bivio precedente, la strada inizia a scendere lungo un tratto molto bello e panoramico. Lungo questo tratto non incontreremo per lungo tempo centri abitati, ma solo borgate silenziose e chiese solitarie, come San Vito a Propezzano o Santa Maria Assunta a Polverina. Va quindi tenuto in considerazione che per i primi venti chilometri, da Montemonaco all’osteria della borgata di Croce di Casale, non avremo possibilità di approvvigionamento, mentre per giungere al primo vero centro abitato, Force, dovremo arrivare al chilometro 32. La strada ci accompagna comunque in tranquilla discesa o in leggero falsopiano per i primi 25 km, quando confluiamo sulla SP 93, che prenderemo verso sinistra in direzione Force, iniziando una salita al 7/8 % di circa 1,5 km. La strada prosegue poi in falsopiano sino al km 30, quando arriviamo al bivio per Force, paese arroccato su una cresta laterale che raggiungiamo in poco più di un paio di chilometri prendendo a sinistra. Force ha un bel centro storico ed è noto per essere il paese del rame e dei Calderai. In paese è infatti il museo del Rame e anche uno dei musei Sistini di Arte Sacra Rientrando dalla nostra deviazione riprendiamo il percorso prendendo a sinistra per superare la borgata di Castel di Croce e giungere infine a Rotella, borgo ancora sorvegliato dalla quattrocentesca torre dell’orologio e sede dell’interessante museo d’arte sacra Piccolomini.
Sulle due creste
Partiamo dal suggestivo borgo di Monterubbiano e seguendo la ciclovia dei Crinali, che corre lungo la cresta, pedaliamo verso Petritoli, un altro borgo incantevole con le sue torri civiche e le vedute mozzafiato sulla valle sottostante. Proseguiamo poi per Monte Vidon Combatte, dove il tempo sembra essersi fermato, e continuiamo fino a Ortezzano, pittoresco borgo che domina il paesaggio circostante. Scendiamo verso il fondovalle, attraversiamo il fiume Aso e iniziamo a risalire la cresta sud, avvicinandoci alla storica rocca di Montevarmine. La vista ci accompagna mentre raggiungiamo Carassai, borgo affascinante con le sue antiche case in mattoni. Da non perdere la visita del nucleo più antico sino alla piazzetta panoramica. Dopo una breve pausa, continuiamo verso Montefiore dell’Aso, borgo ricco di monumenti e con il polo museale di San Francesco che merita certamente la visita. Lasciato il paese scendiamo nuovamente in fondovalle e affrontiamo la salita più lunga della giornata, sei chilometri che ci conducono fino a Moresco, uno dei Borghi più belli d’Italia, con la sua torre merlata e i vicoli suggestivi. Concludiamo il nostro tour tornando nella vicina Monterubbiano, arricchiti di panorami indimenticabili e di un’esperienza unica. Il percorso è perfetto per gli “stradisti” con la punta dell’impegno fisico nella salita finale dai 50 m del fondovalle ai 440 m di Monterubbiano. Con una e-bike si possono evitare le fatiche maggiori e godere dei paesaggi e dei luoghi.
Viaggio nella terra
Partiamo dal suggestivo borgo di Montelparo e prendiamo la strada di cresta che ci porterà, dopo pochi chilometri, a Santa Vittoria in Matenano, borgo ricco di angoli pittoreschi e storie antiche che non possiamo non visitare. Al termine della via principale passiamo sotto l’imponente torre dell’Abate Odorisio per poi salire sul colle, con il santuario della Vittoria e la chiesa della Resurrezione. Ripresa la strada proseguiamo verso Montefalcone Appennino, un borgo abbarbicato su una rupe, dominato dalla sua rocca medievale, che ci regala scorci panoramici indimenticabili. Poco oltre il paese, attraversiamo la storica Galleria delle Scalelle, un suggestivo tunnel scavato nel 1827, che ci svela le stratificazioni del terreno. Subito dopo, deviamo a destra e imbocchiamo una stradina minore, affrontando un breve strappo per poi lasciarci cullare dalla discesa verso Smerillo. Qui, lasciamo le bici e, partendo dal parco del belvedere, ci addentriamo a piedi in un sentiero che ci conduce alla “Fessa” di Smerillo, uno stretto canyon formatosi 3,5 milioni di anni fa; uno spaccato della storia geologica terrestre. Ritornati in sella scendiamo rapidamente sino alla provinciale che corre lungo la valle del Tenna. Svoltiamo a destra e, dopo pochi chilometri, prendiamo ancora a destra per risalire una cresta e passare nella valle dell’Ete. Questo tratto è connotato dal fenomeno dei vulcanelli di Fango, un fenomeno geologico formato da modeste eruzioni melmose del sottosuolo che si verificano sporadicamente. La salita si fa più dura nel tratto finale sino a sfociare sulla via dei Crinali, che prendiamo a sinistra per raggiungere rapidamente Montelparo, stanchi ma certamente soddisfatti.
Enoturismo a Offida
Una passeggiata esperienziale con cani, che può essere guidata da un’educatrice cinofila e una guida GAE, per l’inclusione di soggetti con difficoltà relazionali o ansia sociale, o famiglie con animali domestici come parte integrante del nucleo. L’attività di valorizzazione del concetto di turismo pet-friendly consapevole, promuovendo il benessere animale e il rispetto del contesto naturale. Ospitalità e degustazione presso la cantina "La Valle del Sole" ad Offida (AP).
Enoturismo a Forca di Presta
Un itinerario esperienziale tra i panorami mozzafiato di Forca di Presta, da vivere con la magia del crepuscolo. Suggestivo nei mesi invernali. Possibilità di scoprire gli autentici sapori con una degustazione presso la Cantina "Terra Divina" ad Arquata del Tronto (AP).