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Trek-Anello del Monte Sibilla
La strada sterrata che conduce fino al rifugio Sibille non è aperta al transito veicolare, ma fortunatamente, durante la stagione estiva, un comodo servizio di navetta collega il rifugio alla borgata di Collina di Montemonaco. I più allenati potranno optare per la salita a piedi, un percorso di circa 6 km che aggiunge 580 metri di dislivello al nostro itinerario. Partiamo quindi con entusiasmo dal rifugio Sibilla, immersi nel meraviglioso paesaggio dei Monti Sibillini. Risaliamo la costa del monte per circa 6 chilometri, guardati a vista del Monte Vettore di fronte a noi. Giunti alla forcella sulla cresta, il nostro sguardo potrà spaziare sul maestoso panorama dell’altro versante, con il monte Priora dinnanzi a noi, mentre lungo la cresta il monte Sibilla si presenta snello e slanciato. Iniziamo a camminare sullo spettacolare sentiero di cresta e raggiungiamo la cima del monte, dove il panorama si apre in un abbraccio mozzafiato su vallate e cime. Ci prendiamo un momento per ammirare il paesaggio, il cuore colmo di bellezza. Iniziamo a scendere proseguendo lungo la cresta ancora per qualche chilometro, sino a che il sentiero piega decisamente a destra per il tratto più ripido e tecnico, in cui prestare attenzione. Al termine del ripido zigzag eccoci nuovamente giunti al rifugio della Sibilla, dove potremo ristorarci prima di scendere a valle.
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Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 04 - da Rotella a Marina di Altidona
Ripartiamo da Rotella per l’ultimo tratto che ci separa dal ritorno alle spiagge dell’Adriatico. La sveglia ci viene data poco dopo la partenza da una prima salita un po’ impegnativa che si trasforma poi in un falsopiano che ci accompagna sino a Montedinove, il primo borgo della giornata. Il piccolo paese, appollaiato su un cocuzzolo, è ricco di storia e di eleganti architetture, che culminano nella piazza-belvedere recentemente rinnovata. E’ sede di un museo Sistino e del museo delle tombe Picene. Meno di tre chilometri ed eccoci a Montalto delle Marche, uno dei centri principali della Valdaso con un centro storico estremamente interessante e articolato e con interessanti musei da visitare, come il museo Sistino Vescovile, il museo Archeologico, il museo delle Carceri e altri ancora. Montalto è anche il punto più alto del percorso odierno, con i suoi 530 m di quota; da qui, infatti, la strada inizia a scendere in maniera decisa, sino ad arrivare, dopo circa 10 km, a Carassai, altro borgo fortificato con scorci di notevole valore. Scendiamo ancora per circa cinque chilometri prima di affrontare l’ultima vera salita della giornata, che ci farà recuperare 130 m di quota per giungere a Montefiore all’Aso, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, con un centro storico ben conservato, al cui interno svetta il Polo Museale di San Francesco. L’interno della chiesa, oggi sconsacrata, è impreziosito da affreschi ed opere d’arte, mentre nelle sale dell’ex convento è custodito un prezioso polittico di Carlo Crivelli, da poco restaurato. Proseguiamo la discesa, con il mare ormai di fronte a noi, per giungere all’ultimo paese della nostra collana di “perle”, ovvero Campofilone. Il paese è noto nel mondo per esser il centro della produzione della nota pasta di semola di grano duro, realizzata in maniera semi artigianale, ma il paese merita certamente una perlustrazione del suo centro storico, sino al suo culmine, il cosiddetto orto abbaziale, oggi un semplice prato racchiuso tra le antiche mura e con una bella vista sulla valle e sulle montagne ormai lontane e sullo sfondo. Il nostro viaggio è quasi giunto al termine. Ancora pochi chilometri di discesa ed eccoci a Pedaso, che attraverseremo sfruttando la ciclabile adriatica lungo la costa, per terminare sul ponte ciclopedonale da cui siamo partiti, mentre sotto di noi scorre il fiume Aso, giunto anche lui alla sua meta.
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Il Cammino dei Cappuccini - Bike - Tappa 6
L'itinerario ciclabile è un affascinante percorso che collega Montefortino a Castignano, attraversando alcuni dei paesaggi più suggestivi delle Marche. Il percorso inizia a Montefortino, situato a circa 581 metri di altitudine, e si conclude a Castignano, a 450 metri di altitudine. Questo itinerario, lungo circa 59,5 km, si snoda attraverso un territorio prevalentemente montano e collinare, caratterizzato da salite e discese impegnative che richiedono una buona preparazione fisica. Il dislivello positivo complessivo è di circa 2462 metri, il che rende il percorso particolarmente adatto a ciclisti esperti in cerca di una sfida. Lungo il tragitto, si attraversano aree di grande interesse naturalistico e culturale. I ciclisti possono però godere di panorami mozzafiato sui Monti Sibillini e sulla campagna marchigiana, passando per piccoli borghi e antichi sentieri ricchi di storia. Il tempo stimato per completare l'itinerario è di circa 4 ore per i ciclisti ben allenati. Tuttavia, il tempo può variare a seconda delle soste per ammirare i panorami o per visitare i luoghi di interesse lungo il percorso. Parte del Cammino dei Cappuccini (link), questo itinerario non è solo un viaggio fisico ma anche un'opportunità per riconnettersi con la natura e scoprire il ricco patrimonio culturale e spirituale della regione. I paesaggi attraversati offrono un'esperienza unica, dove la bellezza della natura si intreccia con la storia e la spiritualità.
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Enoturismo a Carassai
Un Family Tour con attività mirate per bambini e genitori, incentrato sulla scoperta dei vigneti, sulla narrazione ambientale e su esperienze sensoriali. Sono percorsi a passo lento, con soste educative, dedicate ai bambini e momenti di gioco e relax. Possibilità di laboratori creativi con la realizzazione della passeggiata botanica per bambini o merenda con prodotti locali biologici.
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Nel cuore della Valdaso - da Montefiore a Montalto
Partiamo da Montefiore dell'Aso, catalogato tra i borghi più belli d’Italia, e scendiamo ripidamente nella valle del torrente Menocchia, immersi nel verde della natura. Dopo un tranquillo tratto di fondovalle iniziamo la risalita verso l’antica borgata di Porchia, un luogo caratteristico e tutto da scoprire. Continuando raggiungiamo Patrignone, un'altra deliziosa borgata, e proseguiamo verso Montalto delle Marche, un luogo ricco di storia e cultura. Qui, abbiamo l’opportunità di visitare musei che raccontano il passato affascinante di questa zona, assaporando anche le specialità gastronomiche locali. Dopo aver esplorato Montalto, scendiamo verso il fiume Aso, dove ci attende il mulino fortificato di Sisto V, un simbolo della valle che affascina per la sua bellezza. Poco lontano sta prendendo forma il Polo delle Eccellenze Agroalimentari della Valdaso (EVA), un progetto nato per valorizzare le tradizioni culinarie locali. Superiamo il fiume e svoltiamo a destra, seguendo il fondovalle per circa dieci chilometri, rilassandoci nella pedalata e godendo del panorama che ci circonda. Con un ultimo strappo in salita arriviamo infine a Carassai, l'ultimo borgo da scoprire, con il suo centro storico e il suo parco ottocentesco, prima di fare ritorno a Montefiore dell'Aso seguendo la Ciclovia dei Crinali, dove il paesaggio ci regala gli ultimi ricordi della giornata. Il percorso è semplice, ma presenta alcuni strappi impegnativi che richiedono un po’ di “gamba”. È ideale per la e-bike, che consente anche ai non iniziati di affrontare le salite con più facilità e di godere appieno del paesaggio.
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Il Cammino dei Cappuccini - Bike -Tappa 5
Questo itinerario è un'affascinante avventura su due ruote che si snoda tra Camerino e Montefortino, due borghi ricchi di storia e immersi nel suggestivo paesaggio delle Marche. Partendo dalla storica città di Camerino, situata a circa 609 metri di altitudine, i ciclisti iniziano il loro viaggio attraversando le verdi colline e i maestosi monti della regione, immergendosi in un territorio che è un vero e proprio scrigno di tesori culturali e naturali. Camerino, con le sue antiche mura, il Palazzo Ducale e la Rocca Borgesca, offre un inizio ricco di suggestioni storiche. Lasciandosi alle spalle questo borgo medievale, l'itinerario si dirige verso sud, entrando nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Questo tratto è particolarmente affascinante, regalando panorami mozzafiato sulle montagne, tra valli profonde e crinali elevati. La natura qui è protagonista, con la possibilità di incontrare specie animali tipiche dell'Appennino e di ammirare una flora varia e rigogliosa. Il percorso, lungo circa 73,5 chilometri, con un dislivello totale di circa 3240 metri, è impegnativo anche per i ciclisti più esperti. Le salite, a volte ripide, mettono alla prova la resistenza, ma ogni sforzo viene ripagato dalla bellezza del paesaggio e dalla soddisfazione di affrontare un percorso così impegnativo. Anche le discese richiedono attenzione, soprattutto nei tratti più tecnici, dove il terreno può diventare insidioso. Dopo aver attraversato luoghi di rara bellezza e superato le fatiche delle alture, l'arrivo a Montefortino segna la conclusione di questa intensa esperienza. Situato a 573 metri di altitudine, Montefortino è un borgo che conserva intatta la sua atmosfera medievale. Le sue strette vie, il Santuario della Madonna dell'Ambro e le case in pietra accolgono i ciclisti con il loro fascino senza tempo. Questo piccolo centro ai piedi dei Monti Sibillini offre un meritato riposo e un'opportunità per riflettere sulla bellezza e la sfida del percorso appena concluso. In termini di tempo, l'intero itinerario richiede almeno 5 ore per essere completato, dai ciclisti ben allenati. Tuttavia, è consigliabile prendersi più tempo per godere appieno delle meraviglie lungo il cammino, fermandosi per ammirare i panorami, fare una pausa o visitare i luoghi di interesse. Questo itinerario fa parte del Cammino dei Cappuccini (link), un percorso che attraversa le Marche collegando luoghi di grande rilevanza spirituale e culturale legati alla tradizione francescana. È un viaggio che non è solo fisico, ma anche interiore, un'opportunità per riconnettersi con la natura e con la storia, seguendo le tracce di antichi pellegrini in un paesaggio che ha mantenuto intatto il suo fascino nel corso dei secoli.
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Il Cammino dei Cappuccini - Tappa 17
Questo percorso si snoda tra colline dolci e vigneti, borghi storici e paesaggi rurali, immergendo l'escursionista in un ambiente ricco di storia, cultura e bellezze naturali. Il cammino prende avvio a Offida, un borgo medievale situato a circa 318 metri sul livello del mare. Offida è famosa per il suo centro storico perfettamente conservato, che offre al visitatore un'atmosfera d'altri tempi, con le sue strade acciottolate, le case in pietra e la magnifica chiesa di Santa Maria della Rocca, affacciata sulle colline circostanti. Questo borgo è un vero e proprio scrigno di tradizioni, noto in particolare per l'arte del merletto a tombolo, una pratica artigianale che ha radici profonde nella cultura locale. Lasciata Offida, il percorso si inoltra tra le colline marchigiane, un paesaggio che incanta per la sua semplicità e bellezza. Le dolci pendenze dei vigneti e degli oliveti si alternano a boschi ombrosi e campi coltivati, offrendo un continuo mutare di scenari. Camminare in questo ambiente significa immergersi in una quiete che sembra lontana anni luce dalla frenesia della vita moderna. Ogni passo è accompagnato dai suoni della natura, dallo scricchiolio delle foglie sotto i piedi al canto degli uccelli che popolano queste terre. Durante il tragitto, si attraversano piccole frazioni e borghi rurali. Questi luoghi, spesso poco conosciuti e fuori dai circuiti turistici tradizionali, offrono uno spaccato autentico della vita nelle Marche, con le loro case di pietra, i cortili fioriti e le vecchie chiese che raccontano storie di fede e di comunità. È un'occasione per scoprire una regione che sa sorprendere per la sua autenticità e per la ricchezza del suo patrimonio culturale. Il cammino si conclude ad Ascoli Piceno, una delle città più affascinanti d'Italia, situata a circa 155 metri di altitudine. Ascoli Piceno colpisce per la sua bellezza architettonica e per il suo ricco patrimonio storico. La sua Piazza del Popolo, considerata una delle più belle d'Italia, è un capolavoro di eleganza rinascimentale, circondata da palazzi storici e dalla maestosa chiesa di San Francesco. L’itinerario fa parte del Cammino dei Cappuccini (link), un itinerario che attraversa le Marche collegando santuari, conventi e chiese storiche. È un cammino che invita alla riflessione e alla contemplazione, offrendo momenti di raccoglimento e di contatto profondo con la spiritualità che permea queste terre. Con una lunghezza di circa 26 chilometri e un dislivello positivo di oltre 1000 metri, l'itinerario è impegnativo, ma alla portata di escursionisti con una buona preparazione fisica. Generalmente, il percorso richiede tra le 8 e le 9 ore per essere completato, a seconda del ritmo di camminata e delle soste lungo il tragitto.
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Su e giù per la Valle dell'Aso
Partiamo da Comunanza, unico borgo della Valdaso a sorgere sul fondovalle, un punto di partenza ideale per esplorare queste terre. Pedaliamo su strade minori, immergendoci nel verde delle colline, e raggiungiamo Force, un borgo antico che sembra sospeso nel tempo, con le sue case in pietra e le stradine che si snodano tra scorci pittoreschi. Dopo una breve sosta, proseguiamo in discesa verso il fondovalle, da dove iniziamo la risalita sul versante opposto. Qui ci attende Montefalcone Appennino, un altro borgo affascinante arroccato su uno sperone roccioso, dove svetta il castello medievale, custode di secoli di storia. Non possiamo non visitare il museo locale, che conserva preziosi reperti archeologici e opere d’arte, testimoni della cultura e delle tradizioni del luogo. Concludiamo il nostro viaggio scendendo lungo una strada minore, che nell’ultimo tratto si trasforma in sterrato. Raggiungiamo nuovamente Comunanza, appagati dai panorami e dalla bellezza di questi luoghi. L’itinerario presenta poco sterrato ma due salite piuttosto lunghe, che richiedono un po' di allenamento. Tuttavia, con una e-bike sono facilmente affrontabili, permettendo di godere appieno del paesaggio e dei borghi.
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Dal mare a Montefiore dell’Aso e Campofilone
Iniziamo la descrizione partendo da Marina di Altidona, ma si può utilizzare la modalità treno+bici scendendo alla stazione di Pedaso. Scendiamo verso sud lungo la ciclovia Adriatica, godendoci lo spettacolo del mare alla nostra sinistra. Dopo un breve tratto finale in cui la ciclovia finisce e si prosegue su sentiero, a Marina di Massignano abbandoniamo il mare e svoltiamo a destra attraversando la provinciale e passando sotto il ponte della ferrovia. Iniziamo a salire su strade secondarie, con tratti sterrati, tra il verde della natura circostante. Le salite ci portano a Montefiore dell'Aso (405m slm) un borgo affascinante con le sue le piazze vivaci e i suoi monumenti. Da non perdere il polo museale di San Francesco, con l’antica chiesa impreziosita da monumenti e affreschi trecenteschi e, nelle sale dell’antico convento oggi adibito a museo, un prezioso polittico di Carlo Crivelli. Vale assolutamente dedicare un po’ di tempo alla scoperta del museo e del paese, scoprendo angoli nascosti e rifocillandosi con un dolce locale in una delle caffetterie. Riprendiamo il nostro viaggio e iniziamo il ritorno verso il mare, sempre lungo strade minori e poco battute. Sfioriamo il lago di Montecantino e proseguiamo fino a Campofilone, altro borgo storico, famoso per la sua pasta all’uovo e semola di grano duro, prodotto che ha ricevuto la denominazione IGP. Il borgo ci accoglie con il suo fascino, e ci piace perderci tra le sue viuzze storiche. Completiamo la discesa lungo una stradina con belle viste sul mare di fronte a noi. Poco prima della rampa finale sulla costa, merita una breve deviazione la stradina sterrata verso le falde del monte Serrone per contemplare il panorama che si apre davanti a noi, con il mare che si fonde con l’orizzonte e il faro di Pedaso ai nostri piedi. Soddisfatti di questo tour, torniamo sulla ciclovia Adriatica e risaliamo verso nord per chiudere il giro respirando la salsedine.
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Enoturismo a Offida
Una passeggiata esperienziale con cani, che può essere guidata da un’educatrice cinofila e una guida GAE, per l’inclusione di soggetti con difficoltà relazionali o ansia sociale, o famiglie con animali domestici come parte integrante del nucleo. L’attività di valorizzazione del concetto di turismo pet-friendly consapevole, promuovendo il benessere animale e il rispetto del contesto naturale. Ospitalità e degustazione presso la cantina "La Valle del Sole" ad Offida (AP).
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Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Percorso completo
La Ciclovia dei Crinali è l'itinerario simbolo della Valdaso: un percorso modulabile in quattro tappe, che vi condurrà alla scoperta di tutti i borghi storici della valle, snodandosi tra le due creste che abbracciano il fiume, dal mare ai monti Sibillini e ritorno. Panorami mozzafiato e un'esperienza indimenticabile, ideale per famiglie e cicloturisti. Per ragioni storiche di difesa e controllo, il fondovalle del fiume Aso non è mai stato abitato dalle comunità locali e tutti gli insediamenti sono stati costruiti in alto, sulle alture di queste dolci colline. La Ciclovia regala quindi continue occasioni di interesse e di sosta: borghi murati, piazze, chiese e naturalmente locali dove fermarsi a sorseggiare un calice di Passerina o di Rosso Piceno assaporando i cibi a km zero dei produttori della valle. Da un lato il mare e dall’altro le montagne. Si parte dal blu dell’Adriatico per iniziare subito a salire i primi pendii e immergersi nel verde dei campi coltivati e nei colori dei fiori, per passare poi al verde più intenso dei boschi e approdare alle falde dei monti Sibillini, sotto la mole imponente del Monte Vettore e le creste del monte Sibilla. In autunno i colori vireranno verso il giallo e l’ocra, avvicinandosi alla tonalità dei mattoni delle case. L’intero percorso, dal mare alla montagna e ritorno, è di circa 170 km e lo presentiamo qui diviso in quattro tappe di lunghezze comprese tra i 40 e i 50 chilometri, con altimetrie intorno ai 1000 m di dislivello positivo per le tappe più impegnative. Considerando però che tra un borgo e l’altro non intercorrono mai più di dieci chilometri e che tanta offerta di pernottamento e ristorazione è distribuita lungo tutto il percorso sotto forma di agriturismi, B&B e altri tipi di alloggio, sarà molto semplice adattare il numero e la lunghezza delle tappe a seconda delle vostre capacità, di come volete affrontare il percorso e del tempo a vostra disposizione. Se non siete appassionati ciclisti, affrontare il percorso in e-bike vi permetterà di godere di tutta la bellezza della Valdaso con un impegno fisico alla portata di tutti.
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Anello Gravel, Monte dell'Ascensione
Partiamo dal centro storico di Rotella, affascinante borgo ai piedi del Monte dell’Ascensione. La prima tappa è Poggio Canoso, dove visitiamo l’Ecomuseo del Monte dell’Ascensione, una sosta che ci introduce al territorio che andremo a esplorare. Riprendiamo il percorso su un bel tratto sterrato che ci conduce alla strada provinciale; qui svoltiamo a destra e, al primo bivio, teniamo la sinistra per dirigerci verso sud. La strada inizia a scendere e presto imbocchiamo un nuovo sterrato sulla sinistra. Affrontiamo una breve ma ripida salita, sotto le imponenti balze del Monte dell’Ascensione, che da questo versante mostra il suo lato più selvaggio e dirupato. Raggiungiamo Polesio, un borgo che sembra sospeso nel tempo, e proseguiamo fino alla chiesetta di San Giacomo, dove svoltiamo a sinistra per una lunga salita sterrata. Qui le vedute sui calanchi sono semplicemente spettacolari. Superati due chilometri di salita, la strada si fa più agevole, e iniziamo la discesa verso Capradosso, piccolo borgo che raggiungiamo con una deviazione sulla sinistra. Proseguiamo passando vicino al santuario di Montemisio, un piccolo angolo di pace, e infine rientriamo a Rotella, con l’animo colmo di bellezza. Qualche strappo impegnativo richiede un po’ di allenamento, ma con una e-bike adatta agli sterrati, queste salite si affrontano senza eccessiva fatica, permettendo di godere al meglio dei paesaggi circostanti. Prestare attenzione nei tratti di discesa su sterrato.
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Borghi di montagna
Partiamo dal borgo di Montefortino, un borgo affascinante e ricco di storia, con le sue splendide vedute sulle montagne vicine. Partiamo seguendo la provinciale subappennina per circa 3 km; qui svoltiamo a sinistra imboccando una strada sterrata. Poco più avanti, una deviazione sulla destra ci conduce alla chiesa di Sant’Angelo in Montespino, un edificio religioso isolato su una collina, dove il silenzio e la pace del contesto ci regalano un momento di puro relax. Ritorniamo sullo sterrato precedente e scendiamo per qualche chilometro, avvolti dal verde, per poi iniziare una salita che ci porta in un lungo percorso tra strade minori e sentieri. L’ambiente qui è selvaggio e affascinante, una vera immersione nella natura. Raggiungiamo infine Montemonaco, un borgo caratteristico e accogliente, dove possiamo fare una sosta per rifocillarci e ammirare i tanti punti d’interesse storico e paesaggistico. Da qui proseguiamo il nostro percorso mantenendoci in quota per alcuni chilometri, bordeggiando i monti e godendo di vedute spettacolari, prima di iniziare la discesa che ci riporterà a Montefortino, chiudendo così il nostro giro. L’itinerario include alcune salite che richiedono un po’ di preparazione fisica. Tuttavia, con una e-bike, queste salite diventano più accessibili, permettendo di godere dei paesaggi senza troppa fatica.
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Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 02 - da Montelparo a Montemonaco
Riprendiamo il percorso della Ciclovia dei Crinali continuando a pedalare verso le montagne, ormai non più così lontane. Il primo paese che raggiungiamo, dopo 5 chilometri, è Santa Vittoria in Matenano, storicamente legato al feudo dell’imperiale Abbazia di Farfa e ricco di testimonianze storiche. Dopo un po’ di saliscendi la strada inizia a salire in maniera decisa sino a raggiungere gli 800 m di altezza di Montefalcone Appennino, costruito scenograficamente su una rupe di arenaria e con splendide vedute sulla valle. Il paese è guardato a vista dalla torre dell’antico castello ed è ricco di punti di interesse come il piccolo ma affascinante museo del fossile e del minerale. In uscita dal paese attraversiamo il “foro delle scalelle”, una galleria di 47 metri con poche analogie in Italia, scavata direttamente nella roccia con martello e scalpello nel 1837. Iniziamo una lunga discesa che ci porta a Comunanza, l’unico paese storico della Valdaso costruito sul fondovalle. La cittadina è punto di riferimento importante per l’alta valle dell’Aso e riunisce molti servizi; un centro medico, farmacie, supermercati, negozi, ristoranti e molto altro. Al di là del fiume, sulla sponda destra, è raccolto il nucleo storico della cittadina, in cui spicca il Museo di Arte Sacra, facente parte della rete dei Musei Sistini. Dai 446 m di Comunanza, punto più basso della giornata, ricominciamo a salire ma ancora con alcuni saliscendi, sino a raggiungere Montefortino. Il paese, adagiato su una altura, possiede un significativo patrimonio di beni culturali, tra cui la Pinacoteca Civica ospitata nel pregevole e signorile Palazzo Leopardi. Dopo Montefortino ci resta solo la salita finale che ci porterà ai 983 metri slm di Montemonaco, punto di arrivo della giornata e punto più alto di tutta la Ciclovia. Circa un paio di chilometri dopo aver lasciato Montefortino, sulla nostra sinistra si stacca il bivio per la chiesa di Sant’Angelo in Spino. E’ una deviazione su sterrato, adatta a chi ha gambe buone o batteria ancora carica (sono circa 2 km per 170m di dislivello), ma la chiesa, isolata in cima a un colle, antichissima e dalla particolare struttura ad absidi contrapposti, merita lo sforzo. La salita finale prosegue morbida e pedalabile e con un ultimo sforzo eccoci arrivati a Montemonaco, ai piedi delle grandi montagne e porta di accesso al parco dei Sibillini.
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Enoturismo ad Acquaviva Picena
Escursione nel borgo di Acquaviva Picena (AP) con visita alla maestosa Fortezza, in grado di offrire una combinazione unica tra cultura vitivinicola e storia medievale.
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Borghi vista mare
Partiamo da Monterubbiano, borgo che domina la campagna marchigiana con le sue mura medievali e una vista mozzafiato sui colli e l’Adriatico. Scendiamo lungo una cresta panoramica che ci regala scorci indimenticabili sulla valle dell’Ete, immersi tra campi dorati e filari di cipressi. Prima di arrivare al fiume, deviamo verso destra e iniziamo la salita verso Lapedona, un borgo antico ricco di fascino, con le sue strette viuzze, la chiesa di San Nicolò e il panorama sui vigneti. Proseguiamo verso est, respirando l’aria marina, per raggiungere la piccola e suggestiva chiesa di Madonna Manù, incastonata tra i campi. Da qui svoltiamo a destra e, pedalando su strade sterrate, arriviamo ad Altidona, con la sua torre medievale e i bastioni che raccontano storie di antiche difese. Da Altidona ci spostiamo sulla cresta a fianco, un percorso sterrato che evita il traffico e ci permette di godere della natura incontaminata, prima di rientrare per un breve tratto sulla provinciale. Presto, però, deviamo per visitare Moresco, uno dei borghi più belli d’Italia, con la sua iconica torre eptagonale e una piazzetta che sembra sospesa nel tempo. Il percorso si conclude rientrando nella vicina Monterubbiano, stanchi ma soddisfatti. Commento tecnico: L'itinerario presenta numerosi saliscendi e alcuni strappi impegnativi. È consigliato un po' di allenamento o l'uso di una e-bike per godersi appieno l’esperienza.
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Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 01 - da Marina di Altidona a Montelparo
Partiamo dal nuovo ponte ciclopedonale che scavalca l’Aso nel punto in cui sfocia in mare, punto di raccordo tra marina d’Altidona e Pedaso. Si inizia subito a salire e in 5,5 km eccoci al primo paese di cresta, Altidona, a 218m slm. Altidona è la prima “perla” da inanellare nella nostra collana di paesi; un piccolo borgo murato che conserva ancora il sapore di un villaggio medievale. Proseguiamo lungo il percorso sino a giungere al bivio per Lapedona, paese gemello raggiungibile con una deviazione di 3,4 km su cresta convergente; altro borgo murato con splendida vista verso Fermo e la sua terra. Ritornati sul nostro crinale, proseguiamo verso Moresco, piccolo ma interessante borgo fortificato caratterizzato da una imponente torre eptagonale che si staglia alla nostra sinistra. Poco prima del paese merita una sosta il piccolo e originale tempietto della Madonna della Salute. Dopo la visita al borgo, riprendiamo la strada per entrare nel centro storico della vicina Monterubbiano, paese di più ampio respiro, ricco di chiese e palazzi storici. Interessante il Museo civico archeologico all’interno dell’ex complesso conventuale di San Francesco. Riprendiamo la nostra strada per giungere a Petritoli, altro paese ricco di storia e fascino. Particolare la sua alta torre civica, del 1832, ispirata a simbolismi religiosi attraverso varie forme geometriche. Proseguiamo a pedalare per giungere al nostro sesto paese, Monte Vidon Combatte, un piccolo borgo-castello con ingresso a doppia porta, ingentilito da loggiati ed archi. Dopo Monte Vidon Combatte la strada inizia a scendere sino a sfiorare i 200 m slm, per poi risalire sino ai 300 di Ortezzano, il cui nucleo storico è caratterizzato da una torre pentagonale, testimonianza dell’antico castello, situata di fronte alla bella chiesa del Suffragio, dalla sinuosa facciata barocca, rigorosamente in cotto. Continuiamo verso il penultimo paese, ovvero Monte Rinaldo, con la sua piccola piazza triangolare dove svetta la torre dell’orologio e nelle cui vicinanze è l’importante sito archeologico di Cuma. La descrizione di questo primo tratto di ciclovia termina dopo circa 46 chilometri e 1200 m di dislivello, a Montelparo, paese ricco di storia e punti di interesse.
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Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 03 - da Montemonaco a Rotella
Iniziamo il nostro ritorno verso il mare lasciando Montemonaco con una bella discesa che ci porta a superare il fiume Aso (che qui ha da poco iniziato il suo viaggio, dalla vicina sorgente di monte Porche) per risalire sul versante opposto e riprendere il percorso sul crinale destro del fiume. Dal fondovalle, prendendo a destra, si può raggiungere Foce, ultimo avamposto per iniziare l’esplorazione del monte Vettore e giungere sino al solitario Lago di Pilato. Prendendo a sinistra invece si può raggiungere rapidamente il Lago di Gerosa, anticipato dalla particolare architettura della chiesa di San Giorgio all’Isola. Il nostro percorso comunque scavalca il fiume, a quota 730m slm, e risale sul versante opposto, sino a raggiungere quota 950, punto in cui si stacca sulla destra il bivio per Montegallo. Montegallo è un Comune diffuso suddiviso in 23 frazioni, con la sede comunale presso il borgo di Balzo. Il paese, il più vicino all’epicentro del terremoto del 2016 porta ancora evidenti i segni della forte scossa, con molte delle sue case ancora messe in sicurezza da strutture di legno e cavi di acciaio. Il fascino di questi paesi, ai piedi dell’imponente mole del monte Vettore, è però rimasto intatto e chi ama la montagna non può rinunciare a questa deviazione. Riprendendo il percorso dal bivio precedente, la strada inizia a scendere lungo un tratto molto bello e panoramico. Lungo questo tratto non incontreremo per lungo tempo centri abitati, ma solo borgate silenziose e chiese solitarie, come San Vito a Propezzano o Santa Maria Assunta a Polverina. Va quindi tenuto in considerazione che per i primi venti chilometri, da Montemonaco all’osteria della borgata di Croce di Casale, non avremo possibilità di approvvigionamento, mentre per giungere al primo vero centro abitato, Force, dovremo arrivare al chilometro 32. La strada ci accompagna comunque in tranquilla discesa o in leggero falsopiano per i primi 25 km, quando confluiamo sulla SP 93, che prenderemo verso sinistra in direzione Force, iniziando una salita al 7/8 % di circa 1,5 km. La strada prosegue poi in falsopiano sino al km 30, quando arriviamo al bivio per Force, paese arroccato su una cresta laterale che raggiungiamo in poco più di un paio di chilometri prendendo a sinistra. Force ha un bel centro storico ed è noto per essere il paese del rame e dei Calderai. In paese è infatti il museo del Rame e anche uno dei musei Sistini di Arte Sacra Rientrando dalla nostra deviazione riprendiamo il percorso prendendo a sinistra per superare la borgata di Castel di Croce e giungere infine a Rotella, borgo ancora sorvegliato dalla quattrocentesca torre dell’orologio e sede dell’interessante museo d’arte sacra Piccolomini.
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Ai piedi del Monte Vettore
Iniziamo il nostro itinerario da Montemonaco, scendendo verso il fondovalle dell’Aso. Una volta giunti in fondo, affrontiamo la prima salita lungo la ciclovia dei Crinali, sino al bivio che prendiamo a destra in direzione di Montegallo. Il nostro percorso si svolge come un anello che attraversa i pittoreschi borghi di Balzo, Piano, Castro e tante altre gemme nascoste che formano il Comune sparso di Montegallo. Ogni sosta ci regala scorci incantevoli immersi nel silenzio della natura. Dopo aver chiuso questo anello, torniamo al bivio precedente per riprendere la ciclovia dei Crinali verso Comunanza/Montemonaco. Lungo la strada meritano una foto e una sosta la chiesa di San Vito a Propezzano (si consiglia di salire al termine del paese per evitare la prima rampa ripidissima) la isolata chiesa di Santa Maria Assunta a Polverina, in bella posizione isolata ma che porta ancora i segni dell’ultimo terremoto. Ancora qualche chilometro e iniziamo la discesa prendendo a sinistra per Illice sino a raggiungere il lago di Gerosa, che costeggiamo risalendo la vallata dell’Aso. A san Giorgio all’Isola, dopo una doverosa sosta per visitare l’interessante chiesa romanica di San Giorgio, e anche per pausa ristoratrice, affrontiamo l’ultima salita della giornata per completare il tour a Montemonaco. L’itinerario presenta un dislivello impegnativo e richiede una buona preparazione fisica. Ci sono alcuni strappi, ma grazie a una e-bike possiamo affrontarli senza troppa fatica, godendo al massimo dei paesaggi e dei luoghi caratteristici.
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Cammino Francescano della Marca
Queste due tappe fanno parte del Cammino Francescano della Marca (link), da Sarnano a Comunanza e da Comunanza a Venarotta. Un itinerario che segue le orme di San Francesco d'Assisi attraverso le regioni dell'Italia centrale. Il percorso è caratterizzato da un forte legame con la spiritualità e con la natura, attraversando luoghi che evocano la semplicità e la contemplazione che erano tanto care al santo. Camminare lungo questo sentiero non significa solo esplorare la bellezza naturale delle Marche, ma anche immergersi in un viaggio spirituale che invita alla riflessione e alla connessione profonda con l'ambiente circostante.
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