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Cammino Francescano della Marca - tappa 6
Questo itinerario, che fa parte del Cammino Francescano della Marca, si snoda per circa 22 chilometri, partendo da Sarnano, un incantevole borgo medievale situato ai piedi dei Monti Sibillini, e terminando a Comunanza, altra località immersa nel verde delle colline marchigiane. Sarnano, punto di partenza di questo viaggio, accoglie l’escursionista con il suo centro storico perfettamente conservato. Passeggiare tra le sue strette vie acciottolate, ammirando le case in pietra e le antiche chiese, è un’esperienza che riconnette con le radici profonde della cultura marchigiana. Sarnano è anche nota per le sue terme, il che la rende una tappa perfetta per chi vuole combinare l’amore per la storia con il benessere fisico. Lasciata Sarnano alle spalle, l’itinerario si inoltra in un paesaggio naturale variegato, che alterna dolci colline a panorami montani. Il percorso attraversa vigneti, oliveti e boschi, offrendo una vista continua sui Monti Sibillini, le maestose vette che dominano questa parte delle Marche. Lungo il cammino, si attraversano frazioni e piccoli borghi dove il tempo scorre lentamente e la vita quotidiana segue ancora i ritmi della natura. Questi luoghi conservano intatta l'autenticità della vita rurale marchigiana, e rappresentano un’opportunità per scoprire la vera essenza di questa regione, lontano dai circuiti turistici più battuti. Il sentiero è caratterizzato da una varietà di terreni che rendono l’escursione interessante e mai monotona. Con un dislivello positivo di circa 630 m e uno negativo superiore ai 700 m, l’itinerario presenta alcune sfide, rendendolo particolarmente adatto a escursionisti con una buona preparazione fisica, alla ricerca di un’esperienza di immersione nelle bellezze della natura circostante. Il tempo necessario per completare l’itinerario varia generalmente tra le 6 e le 7 ore, un lasso di tempo che permette di godere appieno di ogni tappa, senza fretta, assaporando ogni angolo del paesaggio e magari fermandosi per una sosta rigenerante in uno dei tanti luoghi suggestivi lungo la strada. Ogni passo conduce più vicino a Comunanza, la meta finale, dove l’escursionista viene accolto da un borgo tranquillo e ospitale, immerso nel verde e ricco di storia e tradizioni. Questo cammino fa parte del più ampio Cammino Francescano della Marca (link), un percorso che segue le orme di San Francesco d’Assisi attraverso l’Italia centrale. Camminare lungo questo itinerario significa non solo esplorare la bellezza naturale delle Marche, ma anche scoprire il loro legame con la spiritualità e la natura, palpabile in ogni momento del cammino.
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Cammino Francescano della Marca
Queste due tappe fanno parte del Cammino Francescano della Marca (link), da Sarnano a Comunanza e da Comunanza a Venarotta. Un itinerario che segue le orme di San Francesco d'Assisi attraverso le regioni dell'Italia centrale. Il percorso è caratterizzato da un forte legame con la spiritualità e con la natura, attraversando luoghi che evocano la semplicità e la contemplazione che erano tanto care al santo. Camminare lungo questo sentiero non significa solo esplorare la bellezza naturale delle Marche, ma anche immergersi in un viaggio spirituale che invita alla riflessione e alla connessione profonda con l'ambiente circostante.
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Il Cammino dei Cappuccini
Questo percorso fa parte del Cammino dei Cappuccini (link), seguendo le ultime tappe: da Montefortino a Montefalcone Appennino, da Montefalcone Appennino a Rotella, da Rotella a Offida e da Offida ad Ascoli Piceno. Un itinerario che unisce natura, cultura e spiritualità. Seguire questo sentiero significa non solo sfidare se stessi fisicamente, ma anche entrare in sintonia con l’ambiente circostante e con la storia di una regione che ha molto da offrire. Ogni passo lungo il cammino è un invito a riflettere e a godere della bellezza e della pace che caratterizzano queste terre.
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Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Percorso completo
La Ciclovia dei Crinali è l'itinerario simbolo della Valdaso: un percorso modulabile in quattro tappe, che vi condurrà alla scoperta di tutti i borghi storici della valle, snodandosi tra le due creste che abbracciano il fiume, dal mare ai monti Sibillini e ritorno. Panorami mozzafiato e un'esperienza indimenticabile, ideale per famiglie e cicloturisti. Per ragioni storiche di difesa e controllo, il fondovalle del fiume Aso non è mai stato abitato dalle comunità locali e tutti gli insediamenti sono stati costruiti in alto, sulle alture di queste dolci colline. La Ciclovia regala quindi continue occasioni di interesse e di sosta: borghi murati, piazze, chiese e naturalmente locali dove fermarsi a sorseggiare un calice di Passerina o di Rosso Piceno assaporando i cibi a km zero dei produttori della valle. Da un lato il mare e dall’altro le montagne. Si parte dal blu dell’Adriatico per iniziare subito a salire i primi pendii e immergersi nel verde dei campi coltivati e nei colori dei fiori, per passare poi al verde più intenso dei boschi e approdare alle falde dei monti Sibillini, sotto la mole imponente del Monte Vettore e le creste del monte Sibilla. In autunno i colori vireranno verso il giallo e l’ocra, avvicinandosi alla tonalità dei mattoni delle case. L’intero percorso, dal mare alla montagna e ritorno, è di circa 170 km e lo presentiamo qui diviso in quattro tappe di lunghezze comprese tra i 40 e i 50 chilometri, con altimetrie intorno ai 1000 m di dislivello positivo per le tappe più impegnative. Considerando però che tra un borgo e l’altro non intercorrono mai più di dieci chilometri e che tanta offerta di pernottamento e ristorazione è distribuita lungo tutto il percorso sotto forma di agriturismi, B&B e altri tipi di alloggio, sarà molto semplice adattare il numero e la lunghezza delle tappe a seconda delle vostre capacità, di come volete affrontare il percorso e del tempo a vostra disposizione. Se non siete appassionati ciclisti, affrontare il percorso in e-bike vi permetterà di godere di tutta la bellezza della Valdaso con un impegno fisico alla portata di tutti.
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Enoturismo a Offida
Una passeggiata esperienziale con cani, che può essere guidata da un’educatrice cinofila e una guida GAE, per l’inclusione di soggetti con difficoltà relazionali o ansia sociale, o famiglie con animali domestici come parte integrante del nucleo. L’attività di valorizzazione del concetto di turismo pet-friendly consapevole, promuovendo il benessere animale e il rispetto del contesto naturale. Ospitalità e degustazione presso la cantina "La Valle del Sole" ad Offida (AP).
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Panorami della Valdaso
Partendo dalla chiesa di Montotto, facilmente raggiungibile da Petritoli e con possibilità di parcheggio, ci incamminiamo verso sud lungo una tranquilla stradina asfaltata. Dopo poco, svoltiamo a sinistra imboccando una sterrata che, tra campi e dolci pendenze, ci conduce verso il crinale. Qui, attraversiamo la strada asfaltata e imbocchiamo una stradina campestre sulla sinistra, risalendo la collina fino a raggiungere un punto panoramico spettacolare, dove il nostro sguardo abbraccia a 360 gradi la bellezza della Valdaso, tra colline, borghi e, in lontananza, il mare. Dopo una pausa, torniamo sui nostri passi fino alla strada provinciale, prendiamo a destra e poi ancora a sinistra per rientrare alla chiesa. Nei pressi troviamo un parco attrezzato con tavoli, perfetto per un picnic immerso nella quiete di questo angolo incantato delle Marche.
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Da Montefiore dell’Aso al lago di Montecantino
Partiamo dal centro di Montefiore dell’Aso, dopo una bella colazione e una doverosa visita al bellissimo centro storico, con scorci su mare e Appennino. Usciamo in direzione del Cimitero proseguendo sino all'ingresso. Una volta di fronte al cancello prendiamo una strada secondaria sulla sinistra, ombreggiata e in dolce discesa, che, tra rilassanti scorci sulla campagna, ci porterà sino alle sponde del lago di Montecantino, un piccolo invaso artificiale nascosto in una valletta minore. Si arriva alla diga che non può essere attraversata, ma poco distante sulla sinistra, una breve discesa ci porta ad un ponte che attraversiamo. Qui inizia una ripida salita che ci porterà ad imboccare via di Fonte Trufo, dove prenderemo a destra per rientrare al punto di partenza.
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Enoturismo a Castorano
Itinerario dal centro storico del borgo di Castorano (AP) alla natura, tra i calanchi del Piceno. Tappa obbligatoria lungo il camminio alla cantina "Cameli Irene".
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Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 03 - da Montemonaco a Rotella
Iniziamo il nostro ritorno verso il mare lasciando Montemonaco con una bella discesa che ci porta a superare il fiume Aso (che qui ha da poco iniziato il suo viaggio, dalla vicina sorgente di monte Porche) per risalire sul versante opposto e riprendere il percorso sul crinale destro del fiume. Dal fondovalle, prendendo a destra, si può raggiungere Foce, ultimo avamposto per iniziare l’esplorazione del monte Vettore e giungere sino al solitario Lago di Pilato. Prendendo a sinistra invece si può raggiungere rapidamente il Lago di Gerosa, anticipato dalla particolare architettura della chiesa di San Giorgio all’Isola. Il nostro percorso comunque scavalca il fiume, a quota 730m slm, e risale sul versante opposto, sino a raggiungere quota 950, punto in cui si stacca sulla destra il bivio per Montegallo. Montegallo è un Comune diffuso suddiviso in 23 frazioni, con la sede comunale presso il borgo di Balzo. Il paese, il più vicino all’epicentro del terremoto del 2016 porta ancora evidenti i segni della forte scossa, con molte delle sue case ancora messe in sicurezza da strutture di legno e cavi di acciaio. Il fascino di questi paesi, ai piedi dell’imponente mole del monte Vettore, è però rimasto intatto e chi ama la montagna non può rinunciare a questa deviazione. Riprendendo il percorso dal bivio precedente, la strada inizia a scendere lungo un tratto molto bello e panoramico. Lungo questo tratto non incontreremo per lungo tempo centri abitati, ma solo borgate silenziose e chiese solitarie, come San Vito a Propezzano o Santa Maria Assunta a Polverina. Va quindi tenuto in considerazione che per i primi venti chilometri, da Montemonaco all’osteria della borgata di Croce di Casale, non avremo possibilità di approvvigionamento, mentre per giungere al primo vero centro abitato, Force, dovremo arrivare al chilometro 32. La strada ci accompagna comunque in tranquilla discesa o in leggero falsopiano per i primi 25 km, quando confluiamo sulla SP 93, che prenderemo verso sinistra in direzione Force, iniziando una salita al 7/8 % di circa 1,5 km. La strada prosegue poi in falsopiano sino al km 30, quando arriviamo al bivio per Force, paese arroccato su una cresta laterale che raggiungiamo in poco più di un paio di chilometri prendendo a sinistra. Force ha un bel centro storico ed è noto per essere il paese del rame e dei Calderai. In paese è infatti il museo del Rame e anche uno dei musei Sistini di Arte Sacra Rientrando dalla nostra deviazione riprendiamo il percorso prendendo a sinistra per superare la borgata di Castel di Croce e giungere infine a Rotella, borgo ancora sorvegliato dalla quattrocentesca torre dell’orologio e sede dell’interessante museo d’arte sacra Piccolomini.
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Borghi di montagna
Partiamo dal borgo di Montefortino, un borgo affascinante e ricco di storia, con le sue splendide vedute sulle montagne vicine. Partiamo seguendo la provinciale subappennina per circa 3 km; qui svoltiamo a sinistra imboccando una strada sterrata. Poco più avanti, una deviazione sulla destra ci conduce alla chiesa di Sant’Angelo in Montespino, un edificio religioso isolato su una collina, dove il silenzio e la pace del contesto ci regalano un momento di puro relax. Ritorniamo sullo sterrato precedente e scendiamo per qualche chilometro, avvolti dal verde, per poi iniziare una salita che ci porta in un lungo percorso tra strade minori e sentieri. L’ambiente qui è selvaggio e affascinante, una vera immersione nella natura. Raggiungiamo infine Montemonaco, un borgo caratteristico e accogliente, dove possiamo fare una sosta per rifocillarci e ammirare i tanti punti d’interesse storico e paesaggistico. Da qui proseguiamo il nostro percorso mantenendoci in quota per alcuni chilometri, bordeggiando i monti e godendo di vedute spettacolari, prima di iniziare la discesa che ci riporterà a Montefortino, chiudendo così il nostro giro. L’itinerario include alcune salite che richiedono un po’ di preparazione fisica. Tuttavia, con una e-bike, queste salite diventano più accessibili, permettendo di godere dei paesaggi senza troppa fatica.
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Il Cammino dei Cappuccini - Tappa 16
L'itinerario escursionistico che parte da Rotella e termina a Offida offre un'esperienza immersiva nella bellezza delle colline marchigiane, unendo panorami mozzafiato a un percorso ricco di storia e spiritualità. Questo tragitto, che si snoda attraverso i dolci declivi e le montagne dell'entroterra marchigiano, inizia nel piccolo borgo di Rotella, situato a circa 388 metri sul livello del mare. Da qui, il cammino si sviluppa per quasi 22 chilometri, attraversando paesaggi che alternano verdi colline a boschi ombrosi, fino a giungere alla storica cittadina di Offida, posta a 319 metri di altitudine. Durante il percorso, si è costantemente accompagnati da una varietà di scenari naturali che cambiano con il passare delle ore e con l'altitudine. Lungo il cammino si aprono vedute che alternano ampie distese di campi coltivati, boschi rigogliosi, e scorci sui monti circostanti che fanno sentire la presenza rassicurante delle alte cime, pur rimanendo su sentieri più dolci e accessibili. Ogni tanto, tra una curva e l'altra del sentiero, si possono intravedere piccoli borghi che sembrano sospesi nel tempo, con le loro case in pietra, le viuzze strette e le piazzette silenziose che raccontano storie di una vita semplice e autentica. Non mancano, lungo il percorso, testimonianze della profonda spiritualità che pervade questa terra. Il Cammino dei Cappuccini (link), di cui questo itinerario fa parte, è infatti un percorso che unisce natura e fede, toccando luoghi di grande rilevanza religiosa. Ogni sosta è un invito alla riflessione, una pausa che permette di respirare a pieni polmoni non solo l'aria pura delle colline, ma anche la storia e la spiritualità che questi luoghi custodiscono gelosamente. Il percorso, pur offrendo scorci di rara bellezza e momenti di pace, non è privo di sfide. Il dislivello complessivo di oltre 1000 metri richiede una buona preparazione fisica. Tuttavia, queste difficoltà sono ampiamente ripagate dalla soddisfazione di ogni passo che avvicina alla meta, e dalla sensazione di connessione con l'ambiente circostante che si rafforza ad ogni chilometro. Complessivamente, questo itinerario rappresenta un'esperienza escursionistica di media difficoltà, che si estende per circa 22 chilometri. La durata stimata per completare il percorso varia dalle 6 alle 8 ore, a seconda del ritmo dell'escursionista e delle pause che si decide di fare per ammirare i panorami o visitare i luoghi di culto lungo il tragitto. Al termine del viaggio, l'arrivo a Offida segna la fine di un itinerario che non è solo un viaggio nello spazio, ma anche un percorso interiore. Offida, con il suo centro storico caratteristico e le sue antiche tradizioni, accoglie il viandante con il calore tipico delle Marche, offrendo l'opportunità di apprezzare ancora di più la bellezza di una regione che ha molto da offrire a chi sa scoprirla con il giusto spirito.
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Dal Mare a Lapedona, Altidona
Iniziamo la nostra piccola avventura ciclistica a Marina di Altidona e ci dirigiamo verso nord seguendo la ciclabile adriatica che ci consente di avanzare in modo piacevole lontani dal traffico. Dopo qualche chilometro la ciclabile termina e si svolta a sinistra sottopassando l’autostrada. Proprio sotto il viadotto dovremo affrontare il passaggio più “avventuroso”: un piccolo guado superabile con un paio di pietre posizionate in loco (nella stagione calda mettere i piedi nei pochi centimetri d’acqua del ruscello potrebbe essere ristoratore). Imboccata la strada in salita sull’altro lato del ruscello, al primo tornante prendiamo a sinistra per inoltrarci in una valle verdeggiante, dove il percorso si fa sterrato. Arriviamo a Lapedona, un antico borgo tutto da esplorare, con splendide vedute sul territorio circostante, luogo ideale per godersi una meritata pausa. Riprendiamo le bici e dopo poche centinaia di metri sulla provinciale, svoltiamo a sinistra imboccando una stradina che, con una ripida discesa e una altrettanto ripida salita, ci porterà sulla cresta a fianco, dove sorge il corrispondente borgo di Altidona. Lungo il percorso i più avventurosi possono fare una breve deviazione sulla sinistra, lungo un sentiero più adatto ai camminatori, per vedere l’Eremo di Saltareccio, un luogo immerso nella natura che, nonostante l’abbandono, emana ancora un grande senso pace. Arrivati alla provinciale, la superiamo di pochi metri per imboccare uno sterrato sulla sinistra senza traffico e “vista mare”. Dopo un paio di chilometri prendiamo a sinistra per arrivare al nostro secondo paese da esplorare, Altidona, altro piccolo borgo fortificato ricco di scorci e di sorprese. Lasciamo Altidona scendendo lungo la Provinciale e svoltiamo sulla sinistra dopo un chilometro circa, imboccando via Cantagallo. Questa piccola strada sterrata “fuori dal mondo” ci regalerà scorci stupendi sul mare sino a condurci sotto il viadotto iniziale, nel punto del guado, dove imbocchiamo la nostra ciclabile adriatica per rientrare a Marina di Altidona in tutta tranquillità, respirando l’odore del mare. Itinerario semplice e perfetto per una e-bike a ruote un po’ larghe; ai muscolari è richiesto un po’ di impegno fisico per superare qualche salita più ripida.
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Il Cammino dei Cappuccini - Bike -Tappa 5
Questo itinerario è un'affascinante avventura su due ruote che si snoda tra Camerino e Montefortino, due borghi ricchi di storia e immersi nel suggestivo paesaggio delle Marche. Partendo dalla storica città di Camerino, situata a circa 609 metri di altitudine, i ciclisti iniziano il loro viaggio attraversando le verdi colline e i maestosi monti della regione, immergendosi in un territorio che è un vero e proprio scrigno di tesori culturali e naturali. Camerino, con le sue antiche mura, il Palazzo Ducale e la Rocca Borgesca, offre un inizio ricco di suggestioni storiche. Lasciandosi alle spalle questo borgo medievale, l'itinerario si dirige verso sud, entrando nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Questo tratto è particolarmente affascinante, regalando panorami mozzafiato sulle montagne, tra valli profonde e crinali elevati. La natura qui è protagonista, con la possibilità di incontrare specie animali tipiche dell'Appennino e di ammirare una flora varia e rigogliosa. Il percorso, lungo circa 73,5 chilometri, con un dislivello totale di circa 3240 metri, è impegnativo anche per i ciclisti più esperti. Le salite, a volte ripide, mettono alla prova la resistenza, ma ogni sforzo viene ripagato dalla bellezza del paesaggio e dalla soddisfazione di affrontare un percorso così impegnativo. Anche le discese richiedono attenzione, soprattutto nei tratti più tecnici, dove il terreno può diventare insidioso. Dopo aver attraversato luoghi di rara bellezza e superato le fatiche delle alture, l'arrivo a Montefortino segna la conclusione di questa intensa esperienza. Situato a 573 metri di altitudine, Montefortino è un borgo che conserva intatta la sua atmosfera medievale. Le sue strette vie, il Santuario della Madonna dell'Ambro e le case in pietra accolgono i ciclisti con il loro fascino senza tempo. Questo piccolo centro ai piedi dei Monti Sibillini offre un meritato riposo e un'opportunità per riflettere sulla bellezza e la sfida del percorso appena concluso. In termini di tempo, l'intero itinerario richiede almeno 5 ore per essere completato, dai ciclisti ben allenati. Tuttavia, è consigliabile prendersi più tempo per godere appieno delle meraviglie lungo il cammino, fermandosi per ammirare i panorami, fare una pausa o visitare i luoghi di interesse. Questo itinerario fa parte del Cammino dei Cappuccini (link), un percorso che attraversa le Marche collegando luoghi di grande rilevanza spirituale e culturale legati alla tradizione francescana. È un viaggio che non è solo fisico, ma anche interiore, un'opportunità per riconnettersi con la natura e con la storia, seguendo le tracce di antichi pellegrini in un paesaggio che ha mantenuto intatto il suo fascino nel corso dei secoli.
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Il Cammino dei Cappuccini - Tappa 17
Questo percorso si snoda tra colline dolci e vigneti, borghi storici e paesaggi rurali, immergendo l'escursionista in un ambiente ricco di storia, cultura e bellezze naturali. Il cammino prende avvio a Offida, un borgo medievale situato a circa 318 metri sul livello del mare. Offida è famosa per il suo centro storico perfettamente conservato, che offre al visitatore un'atmosfera d'altri tempi, con le sue strade acciottolate, le case in pietra e la magnifica chiesa di Santa Maria della Rocca, affacciata sulle colline circostanti. Questo borgo è un vero e proprio scrigno di tradizioni, noto in particolare per l'arte del merletto a tombolo, una pratica artigianale che ha radici profonde nella cultura locale. Lasciata Offida, il percorso si inoltra tra le colline marchigiane, un paesaggio che incanta per la sua semplicità e bellezza. Le dolci pendenze dei vigneti e degli oliveti si alternano a boschi ombrosi e campi coltivati, offrendo un continuo mutare di scenari. Camminare in questo ambiente significa immergersi in una quiete che sembra lontana anni luce dalla frenesia della vita moderna. Ogni passo è accompagnato dai suoni della natura, dallo scricchiolio delle foglie sotto i piedi al canto degli uccelli che popolano queste terre. Durante il tragitto, si attraversano piccole frazioni e borghi rurali. Questi luoghi, spesso poco conosciuti e fuori dai circuiti turistici tradizionali, offrono uno spaccato autentico della vita nelle Marche, con le loro case di pietra, i cortili fioriti e le vecchie chiese che raccontano storie di fede e di comunità. È un'occasione per scoprire una regione che sa sorprendere per la sua autenticità e per la ricchezza del suo patrimonio culturale. Il cammino si conclude ad Ascoli Piceno, una delle città più affascinanti d'Italia, situata a circa 155 metri di altitudine. Ascoli Piceno colpisce per la sua bellezza architettonica e per il suo ricco patrimonio storico. La sua Piazza del Popolo, considerata una delle più belle d'Italia, è un capolavoro di eleganza rinascimentale, circondata da palazzi storici e dalla maestosa chiesa di San Francesco. L’itinerario fa parte del Cammino dei Cappuccini (link), un itinerario che attraversa le Marche collegando santuari, conventi e chiese storiche. È un cammino che invita alla riflessione e alla contemplazione, offrendo momenti di raccoglimento e di contatto profondo con la spiritualità che permea queste terre. Con una lunghezza di circa 26 chilometri e un dislivello positivo di oltre 1000 metri, l'itinerario è impegnativo, ma alla portata di escursionisti con una buona preparazione fisica. Generalmente, il percorso richiede tra le 8 e le 9 ore per essere completato, a seconda del ritmo di camminata e delle soste lungo il tragitto.
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Viaggio nella terra
Partiamo dal suggestivo borgo di Montelparo e prendiamo la strada di cresta che ci porterà, dopo pochi chilometri, a Santa Vittoria in Matenano, borgo ricco di angoli pittoreschi e storie antiche che non possiamo non visitare. Al termine della via principale passiamo sotto l’imponente torre dell’Abate Odorisio per poi salire sul colle, con il santuario della Vittoria e la chiesa della Resurrezione. Ripresa la strada proseguiamo verso Montefalcone Appennino, un borgo abbarbicato su una rupe, dominato dalla sua rocca medievale, che ci regala scorci panoramici indimenticabili. Poco oltre il paese, attraversiamo la storica Galleria delle Scalelle, un suggestivo tunnel scavato nel 1827, che ci svela le stratificazioni del terreno. Subito dopo, deviamo a destra e imbocchiamo una stradina minore, affrontando un breve strappo per poi lasciarci cullare dalla discesa verso Smerillo. Qui, lasciamo le bici e, partendo dal parco del belvedere, ci addentriamo a piedi in un sentiero che ci conduce alla “Fessa” di Smerillo, uno stretto canyon formatosi 3,5 milioni di anni fa; uno spaccato della storia geologica terrestre. Ritornati in sella scendiamo rapidamente sino alla provinciale che corre lungo la valle del Tenna. Svoltiamo a destra e, dopo pochi chilometri, prendiamo ancora a destra per risalire una cresta e passare nella valle dell’Ete. Questo tratto è connotato dal fenomeno dei vulcanelli di Fango, un fenomeno geologico formato da modeste eruzioni melmose del sottosuolo che si verificano sporadicamente. La salita si fa più dura nel tratto finale sino a sfociare sulla via dei Crinali, che prendiamo a sinistra per raggiungere rapidamente Montelparo, stanchi ma certamente soddisfatti.
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Borghi vista mare
Partiamo da Monterubbiano, borgo che domina la campagna marchigiana con le sue mura medievali e una vista mozzafiato sui colli e l’Adriatico. Scendiamo lungo una cresta panoramica che ci regala scorci indimenticabili sulla valle dell’Ete, immersi tra campi dorati e filari di cipressi. Prima di arrivare al fiume, deviamo verso destra e iniziamo la salita verso Lapedona, un borgo antico ricco di fascino, con le sue strette viuzze, la chiesa di San Nicolò e il panorama sui vigneti. Proseguiamo verso est, respirando l’aria marina, per raggiungere la piccola e suggestiva chiesa di Madonna Manù, incastonata tra i campi. Da qui svoltiamo a destra e, pedalando su strade sterrate, arriviamo ad Altidona, con la sua torre medievale e i bastioni che raccontano storie di antiche difese. Da Altidona ci spostiamo sulla cresta a fianco, un percorso sterrato che evita il traffico e ci permette di godere della natura incontaminata, prima di rientrare per un breve tratto sulla provinciale. Presto, però, deviamo per visitare Moresco, uno dei borghi più belli d’Italia, con la sua iconica torre eptagonale e una piazzetta che sembra sospesa nel tempo. Il percorso si conclude rientrando nella vicina Monterubbiano, stanchi ma soddisfatti. Commento tecnico: L'itinerario presenta numerosi saliscendi e alcuni strappi impegnativi. È consigliato un po' di allenamento o l'uso di una e-bike per godersi appieno l’esperienza.
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Enoturismo ad Acquaviva Picena
Escursione nel borgo di Acquaviva Picena (AP) con visita alla maestosa Fortezza, in grado di offrire una combinazione unica tra cultura vitivinicola e storia medievale.
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Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 04 - da Rotella a Marina di Altidona
Ripartiamo da Rotella per l’ultimo tratto che ci separa dal ritorno alle spiagge dell’Adriatico. La sveglia ci viene data poco dopo la partenza da una prima salita un po’ impegnativa che si trasforma poi in un falsopiano che ci accompagna sino a Montedinove, il primo borgo della giornata. Il piccolo paese, appollaiato su un cocuzzolo, è ricco di storia e di eleganti architetture, che culminano nella piazza-belvedere recentemente rinnovata. E’ sede di un museo Sistino e del museo delle tombe Picene. Meno di tre chilometri ed eccoci a Montalto delle Marche, uno dei centri principali della Valdaso con un centro storico estremamente interessante e articolato e con interessanti musei da visitare, come il museo Sistino Vescovile, il museo Archeologico, il museo delle Carceri e altri ancora. Montalto è anche il punto più alto del percorso odierno, con i suoi 530 m di quota; da qui, infatti, la strada inizia a scendere in maniera decisa, sino ad arrivare, dopo circa 10 km, a Carassai, altro borgo fortificato con scorci di notevole valore. Scendiamo ancora per circa cinque chilometri prima di affrontare l’ultima vera salita della giornata, che ci farà recuperare 130 m di quota per giungere a Montefiore all’Aso, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, con un centro storico ben conservato, al cui interno svetta il Polo Museale di San Francesco. L’interno della chiesa, oggi sconsacrata, è impreziosito da affreschi ed opere d’arte, mentre nelle sale dell’ex convento è custodito un prezioso polittico di Carlo Crivelli, da poco restaurato. Proseguiamo la discesa, con il mare ormai di fronte a noi, per giungere all’ultimo paese della nostra collana di “perle”, ovvero Campofilone. Il paese è noto nel mondo per esser il centro della produzione della nota pasta di semola di grano duro, realizzata in maniera semi artigianale, ma il paese merita certamente una perlustrazione del suo centro storico, sino al suo culmine, il cosiddetto orto abbaziale, oggi un semplice prato racchiuso tra le antiche mura e con una bella vista sulla valle e sulle montagne ormai lontane e sullo sfondo. Il nostro viaggio è quasi giunto al termine. Ancora pochi chilometri di discesa ed eccoci a Pedaso, che attraverseremo sfruttando la ciclabile adriatica lungo la costa, per terminare sul ponte ciclopedonale da cui siamo partiti, mentre sotto di noi scorre il fiume Aso, giunto anche lui alla sua meta.
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Su e giù per la Valle dell'Aso
Partiamo da Comunanza, unico borgo della Valdaso a sorgere sul fondovalle, un punto di partenza ideale per esplorare queste terre. Pedaliamo su strade minori, immergendoci nel verde delle colline, e raggiungiamo Force, un borgo antico che sembra sospeso nel tempo, con le sue case in pietra e le stradine che si snodano tra scorci pittoreschi. Dopo una breve sosta, proseguiamo in discesa verso il fondovalle, da dove iniziamo la risalita sul versante opposto. Qui ci attende Montefalcone Appennino, un altro borgo affascinante arroccato su uno sperone roccioso, dove svetta il castello medievale, custode di secoli di storia. Non possiamo non visitare il museo locale, che conserva preziosi reperti archeologici e opere d’arte, testimoni della cultura e delle tradizioni del luogo. Concludiamo il nostro viaggio scendendo lungo una strada minore, che nell’ultimo tratto si trasforma in sterrato. Raggiungiamo nuovamente Comunanza, appagati dai panorami e dalla bellezza di questi luoghi. L’itinerario presenta poco sterrato ma due salite piuttosto lunghe, che richiedono un po' di allenamento. Tuttavia, con una e-bike sono facilmente affrontabili, permettendo di godere appieno del paesaggio e dei borghi.
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Da Montalto a Patrignone
Partiamo dall’importante e interessante borgo di Montalto delle Marche, di impianto medievale, ricco di storia, preziose architetture e musei. Dalla Concattedrale di Santa Maria Assunta ci dirigiamo verso Porta Marina che aggiriamo sulla sinistra, per scendere rapidamente verso la provinciale. Dopo 200m, alla prima curva, imbocchiamo un sentiero che taglia la provinciale per raggiungere rapidamente il piccolo ma importante borgo di Patrignone, incastonato nel paesaggio collinare, con tratti cinta muraria, porte di accesso fortificate ed edifici dei secoli XV-XVII, fra cui la chiesa romanico-gotica di Santa Maria de Viminatu. Dopo l’esplorazione del paese ci inoltriamo tra stradine di campagna alla scoperta di alcune chiese campestri; la Madonna delle Grazie, dalla caratteristica pianta ottagonale, e la chiesa della Santissima Annunziata, con all’interno affreschi dei primi del ‘500. Chiudiamo questo breve anello ripassando da Patrignone e risalendo i sentieri precedenti per poi prendere un taglio sulla sinistra che ci porta sulla Provinciale 23, ormai a Montalto. Prima però di tornare alla piazza della Cattedrale, faremo una breve digressione sulla sinistra, per andare a vedere la bella chiesa di Sant’Agostino, immersa nel verde di una pineta. La chiesa è ciò che resta di un importante monastero agostiniano; oggi è sconsacrata e sede di mostre e concerti.
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