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Cammino Francescano della Marca
Queste due tappe fanno parte del Cammino Francescano della Marca (link), da Sarnano a Comunanza e da Comunanza a Venarotta. Un itinerario che segue le orme di San Francesco d'Assisi attraverso le regioni dell'Italia centrale. Il percorso è caratterizzato da un forte legame con la spiritualità e con la natura, attraversando luoghi che evocano la semplicità e la contemplazione che erano tanto care al santo. Camminare lungo questo sentiero non significa solo esplorare la bellezza naturale delle Marche, ma anche immergersi in un viaggio spirituale che invita alla riflessione e alla connessione profonda con l'ambiente circostante.
Il Cammino dei Cappuccini - Bike - Tappa 6
L'itinerario ciclabile è un affascinante percorso che collega Montefortino a Castignano, attraversando alcuni dei paesaggi più suggestivi delle Marche. Il percorso inizia a Montefortino, situato a circa 581 metri di altitudine, e si conclude a Castignano, a 450 metri di altitudine. Questo itinerario, lungo circa 59,5 km, si snoda attraverso un territorio prevalentemente montano e collinare, caratterizzato da salite e discese impegnative che richiedono una buona preparazione fisica. Il dislivello positivo complessivo è di circa 2462 metri, il che rende il percorso particolarmente adatto a ciclisti esperti in cerca di una sfida. Lungo il tragitto, si attraversano aree di grande interesse naturalistico e culturale. I ciclisti possono però godere di panorami mozzafiato sui Monti Sibillini e sulla campagna marchigiana, passando per piccoli borghi e antichi sentieri ricchi di storia. Il tempo stimato per completare l'itinerario è di circa 4 ore per i ciclisti ben allenati. Tuttavia, il tempo può variare a seconda delle soste per ammirare i panorami o per visitare i luoghi di interesse lungo il percorso. Parte del Cammino dei Cappuccini (link), questo itinerario non è solo un viaggio fisico ma anche un'opportunità per riconnettersi con la natura e scoprire il ricco patrimonio culturale e spirituale della regione. I paesaggi attraversati offrono un'esperienza unica, dove la bellezza della natura si intreccia con la storia e la spiritualità.
Enoturismo a Carassai
Un Family Tour con attività mirate per bambini e genitori, incentrato sulla scoperta dei vigneti, sulla narrazione ambientale e su esperienze sensoriali. Sono percorsi a passo lento, con soste educative, dedicate ai bambini e momenti di gioco e relax. Possibilità di laboratori creativi con la realizzazione della passeggiata botanica per bambini o merenda con prodotti locali biologici.
Il Cammino dei Cappuccini - Tappa 17
Questo percorso si snoda tra colline dolci e vigneti, borghi storici e paesaggi rurali, immergendo l'escursionista in un ambiente ricco di storia, cultura e bellezze naturali. Il cammino prende avvio a Offida, un borgo medievale situato a circa 318 metri sul livello del mare. Offida è famosa per il suo centro storico perfettamente conservato, che offre al visitatore un'atmosfera d'altri tempi, con le sue strade acciottolate, le case in pietra e la magnifica chiesa di Santa Maria della Rocca, affacciata sulle colline circostanti. Questo borgo è un vero e proprio scrigno di tradizioni, noto in particolare per l'arte del merletto a tombolo, una pratica artigianale che ha radici profonde nella cultura locale. Lasciata Offida, il percorso si inoltra tra le colline marchigiane, un paesaggio che incanta per la sua semplicità e bellezza. Le dolci pendenze dei vigneti e degli oliveti si alternano a boschi ombrosi e campi coltivati, offrendo un continuo mutare di scenari. Camminare in questo ambiente significa immergersi in una quiete che sembra lontana anni luce dalla frenesia della vita moderna. Ogni passo è accompagnato dai suoni della natura, dallo scricchiolio delle foglie sotto i piedi al canto degli uccelli che popolano queste terre. Durante il tragitto, si attraversano piccole frazioni e borghi rurali. Questi luoghi, spesso poco conosciuti e fuori dai circuiti turistici tradizionali, offrono uno spaccato autentico della vita nelle Marche, con le loro case di pietra, i cortili fioriti e le vecchie chiese che raccontano storie di fede e di comunità. È un'occasione per scoprire una regione che sa sorprendere per la sua autenticità e per la ricchezza del suo patrimonio culturale. Il cammino si conclude ad Ascoli Piceno, una delle città più affascinanti d'Italia, situata a circa 155 metri di altitudine. Ascoli Piceno colpisce per la sua bellezza architettonica e per il suo ricco patrimonio storico. La sua Piazza del Popolo, considerata una delle più belle d'Italia, è un capolavoro di eleganza rinascimentale, circondata da palazzi storici e dalla maestosa chiesa di San Francesco. L’itinerario fa parte del Cammino dei Cappuccini (link), un itinerario che attraversa le Marche collegando santuari, conventi e chiese storiche. È un cammino che invita alla riflessione e alla contemplazione, offrendo momenti di raccoglimento e di contatto profondo con la spiritualità che permea queste terre. Con una lunghezza di circa 26 chilometri e un dislivello positivo di oltre 1000 metri, l'itinerario è impegnativo, ma alla portata di escursionisti con una buona preparazione fisica. Generalmente, il percorso richiede tra le 8 e le 9 ore per essere completato, a seconda del ritmo di camminata e delle soste lungo il tragitto.
Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 03 - da Montemonaco a Rotella
Iniziamo il nostro ritorno verso il mare lasciando Montemonaco con una bella discesa che ci porta a superare il fiume Aso (che qui ha da poco iniziato il suo viaggio, dalla vicina sorgente di monte Porche) per risalire sul versante opposto e riprendere il percorso sul crinale destro del fiume. Dal fondovalle, prendendo a destra, si può raggiungere Foce, ultimo avamposto per iniziare l’esplorazione del monte Vettore e giungere sino al solitario Lago di Pilato. Prendendo a sinistra invece si può raggiungere rapidamente il Lago di Gerosa, anticipato dalla particolare architettura della chiesa di San Giorgio all’Isola. Il nostro percorso comunque scavalca il fiume, a quota 730m slm, e risale sul versante opposto, sino a raggiungere quota 950, punto in cui si stacca sulla destra il bivio per Montegallo. Montegallo è un Comune diffuso suddiviso in 23 frazioni, con la sede comunale presso il borgo di Balzo. Il paese, il più vicino all’epicentro del terremoto del 2016 porta ancora evidenti i segni della forte scossa, con molte delle sue case ancora messe in sicurezza da strutture di legno e cavi di acciaio. Il fascino di questi paesi, ai piedi dell’imponente mole del monte Vettore, è però rimasto intatto e chi ama la montagna non può rinunciare a questa deviazione. Riprendendo il percorso dal bivio precedente, la strada inizia a scendere lungo un tratto molto bello e panoramico. Lungo questo tratto non incontreremo per lungo tempo centri abitati, ma solo borgate silenziose e chiese solitarie, come San Vito a Propezzano o Santa Maria Assunta a Polverina. Va quindi tenuto in considerazione che per i primi venti chilometri, da Montemonaco all’osteria della borgata di Croce di Casale, non avremo possibilità di approvvigionamento, mentre per giungere al primo vero centro abitato, Force, dovremo arrivare al chilometro 32. La strada ci accompagna comunque in tranquilla discesa o in leggero falsopiano per i primi 25 km, quando confluiamo sulla SP 93, che prenderemo verso sinistra in direzione Force, iniziando una salita al 7/8 % di circa 1,5 km. La strada prosegue poi in falsopiano sino al km 30, quando arriviamo al bivio per Force, paese arroccato su una cresta laterale che raggiungiamo in poco più di un paio di chilometri prendendo a sinistra. Force ha un bel centro storico ed è noto per essere il paese del rame e dei Calderai. In paese è infatti il museo del Rame e anche uno dei musei Sistini di Arte Sacra Rientrando dalla nostra deviazione riprendiamo il percorso prendendo a sinistra per superare la borgata di Castel di Croce e giungere infine a Rotella, borgo ancora sorvegliato dalla quattrocentesca torre dell’orologio e sede dell’interessante museo d’arte sacra Piccolomini.
Viaggio nella storia
Iniziamo il nostro percorso da Ortezzano, dopo aver esplorato il centro storico ricco di punti di interesse. Iniziamo il tour dirigendoci verso Monte Rinaldo, lungo la via dei Crinali. Dopo qualche foto dalla terrazza panoramica iniziamo la discesa per visitare, poco dopo, il sito archeologico de La Cuma, una struttura eccezionale, un tempo luogo di culto dei romani, risalente al II-I secolo a.C. Giunti al fondo valle, risaliamo il fiume verso ovest, con una deviazione verso il mulino fortificato di Sisto V, perfettamente conservato e vestigia di un passato lontano. Nei pressi è in costruzione il futuro Polo agroalimentare EVA, progettato per accogliere e far conoscere le eccellenze alimentari della Valdaso. Riprendiamo la strada di fondovalle e poco dopo iniziamo la salita verso Montelparo, passando accanto alla pittoresca chiesetta campestre di Santa Maria in Camurano, incorniciata dal verde circostante. A Montelparo, ci concediamo una visita al centro storico, con i suoi vicoli antichi e scorci panoramici. Il nostro itinerario continua passando per Sant’Elpidio Morico, per poi dirigerci verso Monte Vidon Combatte. Prima di arrivare, se la stanchezza non si fa sentire, possiamo fare una deviazione sulla sinistra per esplorare i ruderi di Collina Vecchia, suggestivi e carichi di storia. Giungiamo infine a Monte Vidon Combatte, dove ci attende il piccolo centro storico, prima di rientrare a Ortezzano, soddisfatti e arricchiti dall’esperienza. L'itinerario presenta alcuni strappi impegnativi che richiedono una buona preparazione. Tuttavia, con una e-bike, queste salite risultano più accessibili, consentendo di godere senza fatica dei panorami e dei borghi.
Nel cuore della Valdaso - da Montefiore a Montalto
Partiamo da Montefiore dell'Aso, catalogato tra i borghi più belli d’Italia, e scendiamo ripidamente nella valle del torrente Menocchia, immersi nel verde della natura. Dopo un tranquillo tratto di fondovalle iniziamo la risalita verso l’antica borgata di Porchia, un luogo caratteristico e tutto da scoprire. Continuando raggiungiamo Patrignone, un'altra deliziosa borgata, e proseguiamo verso Montalto delle Marche, un luogo ricco di storia e cultura. Qui, abbiamo l’opportunità di visitare musei che raccontano il passato affascinante di questa zona, assaporando anche le specialità gastronomiche locali. Dopo aver esplorato Montalto, scendiamo verso il fiume Aso, dove ci attende il mulino fortificato di Sisto V, un simbolo della valle che affascina per la sua bellezza. Poco lontano sta prendendo forma il Polo delle Eccellenze Agroalimentari della Valdaso (EVA), un progetto nato per valorizzare le tradizioni culinarie locali. Superiamo il fiume e svoltiamo a destra, seguendo il fondovalle per circa dieci chilometri, rilassandoci nella pedalata e godendo del panorama che ci circonda. Con un ultimo strappo in salita arriviamo infine a Carassai, l'ultimo borgo da scoprire, con il suo centro storico e il suo parco ottocentesco, prima di fare ritorno a Montefiore dell'Aso seguendo la Ciclovia dei Crinali, dove il paesaggio ci regala gli ultimi ricordi della giornata. Il percorso è semplice, ma presenta alcuni strappi impegnativi che richiedono un po’ di “gamba”. È ideale per la e-bike, che consente anche ai non iniziati di affrontare le salite con più facilità e di godere appieno del paesaggio.
Il Cammino dei Cappuccini - Bike -Tappa 5
Questo itinerario è un'affascinante avventura su due ruote che si snoda tra Camerino e Montefortino, due borghi ricchi di storia e immersi nel suggestivo paesaggio delle Marche. Partendo dalla storica città di Camerino, situata a circa 609 metri di altitudine, i ciclisti iniziano il loro viaggio attraversando le verdi colline e i maestosi monti della regione, immergendosi in un territorio che è un vero e proprio scrigno di tesori culturali e naturali. Camerino, con le sue antiche mura, il Palazzo Ducale e la Rocca Borgesca, offre un inizio ricco di suggestioni storiche. Lasciandosi alle spalle questo borgo medievale, l'itinerario si dirige verso sud, entrando nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Questo tratto è particolarmente affascinante, regalando panorami mozzafiato sulle montagne, tra valli profonde e crinali elevati. La natura qui è protagonista, con la possibilità di incontrare specie animali tipiche dell'Appennino e di ammirare una flora varia e rigogliosa. Il percorso, lungo circa 73,5 chilometri, con un dislivello totale di circa 3240 metri, è impegnativo anche per i ciclisti più esperti. Le salite, a volte ripide, mettono alla prova la resistenza, ma ogni sforzo viene ripagato dalla bellezza del paesaggio e dalla soddisfazione di affrontare un percorso così impegnativo. Anche le discese richiedono attenzione, soprattutto nei tratti più tecnici, dove il terreno può diventare insidioso. Dopo aver attraversato luoghi di rara bellezza e superato le fatiche delle alture, l'arrivo a Montefortino segna la conclusione di questa intensa esperienza. Situato a 573 metri di altitudine, Montefortino è un borgo che conserva intatta la sua atmosfera medievale. Le sue strette vie, il Santuario della Madonna dell'Ambro e le case in pietra accolgono i ciclisti con il loro fascino senza tempo. Questo piccolo centro ai piedi dei Monti Sibillini offre un meritato riposo e un'opportunità per riflettere sulla bellezza e la sfida del percorso appena concluso. In termini di tempo, l'intero itinerario richiede almeno 5 ore per essere completato, dai ciclisti ben allenati. Tuttavia, è consigliabile prendersi più tempo per godere appieno delle meraviglie lungo il cammino, fermandosi per ammirare i panorami, fare una pausa o visitare i luoghi di interesse. Questo itinerario fa parte del Cammino dei Cappuccini (link), un percorso che attraversa le Marche collegando luoghi di grande rilevanza spirituale e culturale legati alla tradizione francescana. È un viaggio che non è solo fisico, ma anche interiore, un'opportunità per riconnettersi con la natura e con la storia, seguendo le tracce di antichi pellegrini in un paesaggio che ha mantenuto intatto il suo fascino nel corso dei secoli.
Da Montalto a Patrignone
Partiamo dall’importante e interessante borgo di Montalto delle Marche, di impianto medievale, ricco di storia, preziose architetture e musei. Dalla Concattedrale di Santa Maria Assunta ci dirigiamo verso Porta Marina che aggiriamo sulla sinistra, per scendere rapidamente verso la provinciale. Dopo 200m, alla prima curva, imbocchiamo un sentiero che taglia la provinciale per raggiungere rapidamente il piccolo ma importante borgo di Patrignone, incastonato nel paesaggio collinare, con tratti cinta muraria, porte di accesso fortificate ed edifici dei secoli XV-XVII, fra cui la chiesa romanico-gotica di Santa Maria de Viminatu. Dopo l’esplorazione del paese ci inoltriamo tra stradine di campagna alla scoperta di alcune chiese campestri; la Madonna delle Grazie, dalla caratteristica pianta ottagonale, e la chiesa della Santissima Annunziata, con all’interno affreschi dei primi del ‘500. Chiudiamo questo breve anello ripassando da Patrignone e risalendo i sentieri precedenti per poi prendere un taglio sulla sinistra che ci porta sulla Provinciale 23, ormai a Montalto. Prima però di tornare alla piazza della Cattedrale, faremo una breve digressione sulla sinistra, per andare a vedere la bella chiesa di Sant’Agostino, immersa nel verde di una pineta. La chiesa è ciò che resta di un importante monastero agostiniano; oggi è sconsacrata e sede di mostre e concerti.
Dal mare a Montefiore dell’Aso e Campofilone
Iniziamo la descrizione partendo da Marina di Altidona, ma si può utilizzare la modalità treno+bici scendendo alla stazione di Pedaso. Scendiamo verso sud lungo la ciclovia Adriatica, godendoci lo spettacolo del mare alla nostra sinistra. Dopo un breve tratto finale in cui la ciclovia finisce e si prosegue su sentiero, a Marina di Massignano abbandoniamo il mare e svoltiamo a destra attraversando la provinciale e passando sotto il ponte della ferrovia. Iniziamo a salire su strade secondarie, con tratti sterrati, tra il verde della natura circostante. Le salite ci portano a Montefiore dell'Aso (405m slm) un borgo affascinante con le sue le piazze vivaci e i suoi monumenti. Da non perdere il polo museale di San Francesco, con l’antica chiesa impreziosita da monumenti e affreschi trecenteschi e, nelle sale dell’antico convento oggi adibito a museo, un prezioso polittico di Carlo Crivelli. Vale assolutamente dedicare un po’ di tempo alla scoperta del museo e del paese, scoprendo angoli nascosti e rifocillandosi con un dolce locale in una delle caffetterie. Riprendiamo il nostro viaggio e iniziamo il ritorno verso il mare, sempre lungo strade minori e poco battute. Sfioriamo il lago di Montecantino e proseguiamo fino a Campofilone, altro borgo storico, famoso per la sua pasta all’uovo e semola di grano duro, prodotto che ha ricevuto la denominazione IGP. Il borgo ci accoglie con il suo fascino, e ci piace perderci tra le sue viuzze storiche. Completiamo la discesa lungo una stradina con belle viste sul mare di fronte a noi. Poco prima della rampa finale sulla costa, merita una breve deviazione la stradina sterrata verso le falde del monte Serrone per contemplare il panorama che si apre davanti a noi, con il mare che si fonde con l’orizzonte e il faro di Pedaso ai nostri piedi. Soddisfatti di questo tour, torniamo sulla ciclovia Adriatica e risaliamo verso nord per chiudere il giro respirando la salsedine.
Enoturismo a Castorano
Itinerario dal centro storico del borgo di Castorano (AP) alla natura, tra i calanchi del Piceno. Tappa obbligatoria lungo il camminio alla cantina "Cameli Irene".
Anello Monterubbiano - Moresco
Partiamo dal centro di Monterubbiano, dalla piazza della collegiata di Santa Maria dei Letterati, uscendo dalle mura del paese attraverso Porta San Basso. Per stradine minori, in poco più di un chilometro raggiungiamo Moresco, il piccolo ma poderoso borgo fortificato, guardato a vista dalla svettante torre eptagonale. Dopo aver perlustrato il piccolo incasato, iniziamo la nostra passeggiata nel verde della campagna, superando la provinciale e incamminandoci lungo una stradina di crinale che diventerà presto sterrata, con la vista che potrà spaziare tutto attorno, sino al mare davanti a noi. Al chilometro 3,5 dalla partenza, a un evidente bivio a V, terremo la sinistra per scendere in fondo alla valletta e risalire sull’altro versante, rientrando verso Monterubbiano.
Gole dell'Infernaccio e di San Leonardo
Le Gole dell’Infernaccio sono uno dei luoghi più iconici del Parco dei Sibillini e tra i luoghi più affascinanti di tutto l’appennino. Il nostro itinerario inizia dal bivio sulla provinciale 148, dove si stacca la strada sterrata che porta alle gole. Il primo tratto di circa 3 km è carrabile, quindi, se volete accorciare il percorso, potete proseguire in auto e cercare un punto sosta lungo la strada, stando attenti a non essere di intralcio alla circolazione. Consigliamo, se vi è possibile, di evitare i week end estivi per la notevole quantità di turisti che affrontano il percorso e il conseguente numero di auto alla ricerca di un parcheggio. Dopo tre chilometri, due blocchi di cemento bloccano il passaggio alle auto e inizia il percorso obbligatoriamente a piedi. Ancora un chilometro di strada larga e inizia il sentiero vero e proprio, preannunciato dalle “Pisciarelle”, serie di cascatelle a goccia che scendono dal fianco della montagna sul sentiero e che nei giorni più caldi possono offrire un momento di refrigerio. Iniziamo ad addentrarci nelle gole, inerpicandoci tra rocce e vegetazione e scavalcando il torrente su un ponticello di legno. L’inizio non deve spaventare; il sentiero si addolcirà presto restando a fianco delle tumultuose acque che si sono scavate il passaggio tra le rocce strapiombanti. Questo è decisamente il tratto al tempo stesso più affascinante e spaventoso, con scorci mozzafiato sulle pareti verticali, in alcuni punti vicinissime. Dopo un paio di chilometri dal punto in cui si fermano le auto (e cinque dall’inizio dello sterrato), arriviamo a un bivio sulla destra che indica, l’Eremo di San Leonardo. Proseguendo dritto si può allungare il percorso arrivando sino a Capotenna, ove sono le sorgenti del fiume; qui la vallata si apre svelando la cima di Monte Bove e delle montagne intorno. Sino a questo punto il sentiero rimane facile e adatto a tutti, mentre proseguire verso le cime è riservato agli escursionisti più preparati fisicamente e organizzati per affrontare lunghi tratti di montagna. Tornando al nostro itinerario e al nostro bivio (quota 970m), noi prendiamo a destra e iniziamo a salire più decisi, per giungere dopo circa un chilometro ai 1120 m di quota dell’Eremo. L’Eremo è una chiesa in stile neogotico ricostruita da Padre Pietro Lavini da Potenza Picena che negli anni ‘70, affascinato dal luogo, iniziò l’impresa solitaria di ricostruzione dell‘antica chiesa ormai in rovina; ricostruzione che durò oltre quaranta anni, sino alla sua morte. Qui termina il nostro percorso, che dovremo compiere a ritroso per ritornare al nostro punto di partenza.
Borghi vista mare
Partiamo da Monterubbiano, borgo che domina la campagna marchigiana con le sue mura medievali e una vista mozzafiato sui colli e l’Adriatico. Scendiamo lungo una cresta panoramica che ci regala scorci indimenticabili sulla valle dell’Ete, immersi tra campi dorati e filari di cipressi. Prima di arrivare al fiume, deviamo verso destra e iniziamo la salita verso Lapedona, un borgo antico ricco di fascino, con le sue strette viuzze, la chiesa di San Nicolò e il panorama sui vigneti. Proseguiamo verso est, respirando l’aria marina, per raggiungere la piccola e suggestiva chiesa di Madonna Manù, incastonata tra i campi. Da qui svoltiamo a destra e, pedalando su strade sterrate, arriviamo ad Altidona, con la sua torre medievale e i bastioni che raccontano storie di antiche difese. Da Altidona ci spostiamo sulla cresta a fianco, un percorso sterrato che evita il traffico e ci permette di godere della natura incontaminata, prima di rientrare per un breve tratto sulla provinciale. Presto, però, deviamo per visitare Moresco, uno dei borghi più belli d’Italia, con la sua iconica torre eptagonale e una piazzetta che sembra sospesa nel tempo. Il percorso si conclude rientrando nella vicina Monterubbiano, stanchi ma soddisfatti. Commento tecnico: L'itinerario presenta numerosi saliscendi e alcuni strappi impegnativi. È consigliato un po' di allenamento o l'uso di una e-bike per godersi appieno l’esperienza.
Trek-Anello del Monte Sibilla
La strada sterrata che conduce fino al rifugio Sibille non è aperta al transito veicolare, ma fortunatamente, durante la stagione estiva, un comodo servizio di navetta collega il rifugio alla borgata di Collina di Montemonaco. I più allenati potranno optare per la salita a piedi, un percorso di circa 6 km che aggiunge 580 metri di dislivello al nostro itinerario. Partiamo quindi con entusiasmo dal rifugio Sibilla, immersi nel meraviglioso paesaggio dei Monti Sibillini. Risaliamo la costa del monte per circa 6 chilometri, guardati a vista del Monte Vettore di fronte a noi. Giunti alla forcella sulla cresta, il nostro sguardo potrà spaziare sul maestoso panorama dell’altro versante, con il monte Priora dinnanzi a noi, mentre lungo la cresta il monte Sibilla si presenta snello e slanciato. Iniziamo a camminare sullo spettacolare sentiero di cresta e raggiungiamo la cima del monte, dove il panorama si apre in un abbraccio mozzafiato su vallate e cime. Ci prendiamo un momento per ammirare il paesaggio, il cuore colmo di bellezza. Iniziamo a scendere proseguendo lungo la cresta ancora per qualche chilometro, sino a che il sentiero piega decisamente a destra per il tratto più ripido e tecnico, in cui prestare attenzione. Al termine del ripido zigzag eccoci nuovamente giunti al rifugio della Sibilla, dove potremo ristorarci prima di scendere a valle.
Dal Mare a Lapedona, Altidona
Iniziamo la nostra piccola avventura ciclistica a Marina di Altidona e ci dirigiamo verso nord seguendo la ciclabile adriatica che ci consente di avanzare in modo piacevole lontani dal traffico. Dopo qualche chilometro la ciclabile termina e si svolta a sinistra sottopassando l’autostrada. Proprio sotto il viadotto dovremo affrontare il passaggio più “avventuroso”: un piccolo guado superabile con un paio di pietre posizionate in loco (nella stagione calda mettere i piedi nei pochi centimetri d’acqua del ruscello potrebbe essere ristoratore). Imboccata la strada in salita sull’altro lato del ruscello, al primo tornante prendiamo a sinistra per inoltrarci in una valle verdeggiante, dove il percorso si fa sterrato. Arriviamo a Lapedona, un antico borgo tutto da esplorare, con splendide vedute sul territorio circostante, luogo ideale per godersi una meritata pausa. Riprendiamo le bici e dopo poche centinaia di metri sulla provinciale, svoltiamo a sinistra imboccando una stradina che, con una ripida discesa e una altrettanto ripida salita, ci porterà sulla cresta a fianco, dove sorge il corrispondente borgo di Altidona. Lungo il percorso i più avventurosi possono fare una breve deviazione sulla sinistra, lungo un sentiero più adatto ai camminatori, per vedere l’Eremo di Saltareccio, un luogo immerso nella natura che, nonostante l’abbandono, emana ancora un grande senso pace. Arrivati alla provinciale, la superiamo di pochi metri per imboccare uno sterrato sulla sinistra senza traffico e “vista mare”. Dopo un paio di chilometri prendiamo a sinistra per arrivare al nostro secondo paese da esplorare, Altidona, altro piccolo borgo fortificato ricco di scorci e di sorprese. Lasciamo Altidona scendendo lungo la Provinciale e svoltiamo sulla sinistra dopo un chilometro circa, imboccando via Cantagallo. Questa piccola strada sterrata “fuori dal mondo” ci regalerà scorci stupendi sul mare sino a condurci sotto il viadotto iniziale, nel punto del guado, dove imbocchiamo la nostra ciclabile adriatica per rientrare a Marina di Altidona in tutta tranquillità, respirando l’odore del mare. Itinerario semplice e perfetto per una e-bike a ruote un po’ larghe; ai muscolari è richiesto un po’ di impegno fisico per superare qualche salita più ripida.
Ciclovia dei Crinali della Valdaso - Tappa 04 - da Rotella a Marina di Altidona
Ripartiamo da Rotella per l’ultimo tratto che ci separa dal ritorno alle spiagge dell’Adriatico. La sveglia ci viene data poco dopo la partenza da una prima salita un po’ impegnativa che si trasforma poi in un falsopiano che ci accompagna sino a Montedinove, il primo borgo della giornata. Il piccolo paese, appollaiato su un cocuzzolo, è ricco di storia e di eleganti architetture, che culminano nella piazza-belvedere recentemente rinnovata. E’ sede di un museo Sistino e del museo delle tombe Picene. Meno di tre chilometri ed eccoci a Montalto delle Marche, uno dei centri principali della Valdaso con un centro storico estremamente interessante e articolato e con interessanti musei da visitare, come il museo Sistino Vescovile, il museo Archeologico, il museo delle Carceri e altri ancora. Montalto è anche il punto più alto del percorso odierno, con i suoi 530 m di quota; da qui, infatti, la strada inizia a scendere in maniera decisa, sino ad arrivare, dopo circa 10 km, a Carassai, altro borgo fortificato con scorci di notevole valore. Scendiamo ancora per circa cinque chilometri prima di affrontare l’ultima vera salita della giornata, che ci farà recuperare 130 m di quota per giungere a Montefiore all’Aso, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, con un centro storico ben conservato, al cui interno svetta il Polo Museale di San Francesco. L’interno della chiesa, oggi sconsacrata, è impreziosito da affreschi ed opere d’arte, mentre nelle sale dell’ex convento è custodito un prezioso polittico di Carlo Crivelli, da poco restaurato. Proseguiamo la discesa, con il mare ormai di fronte a noi, per giungere all’ultimo paese della nostra collana di “perle”, ovvero Campofilone. Il paese è noto nel mondo per esser il centro della produzione della nota pasta di semola di grano duro, realizzata in maniera semi artigianale, ma il paese merita certamente una perlustrazione del suo centro storico, sino al suo culmine, il cosiddetto orto abbaziale, oggi un semplice prato racchiuso tra le antiche mura e con una bella vista sulla valle e sulle montagne ormai lontane e sullo sfondo. Il nostro viaggio è quasi giunto al termine. Ancora pochi chilometri di discesa ed eccoci a Pedaso, che attraverseremo sfruttando la ciclabile adriatica lungo la costa, per terminare sul ponte ciclopedonale da cui siamo partiti, mentre sotto di noi scorre il fiume Aso, giunto anche lui alla sua meta.
Ai piedi del Monte Vettore
Iniziamo il nostro itinerario da Montemonaco, scendendo verso il fondovalle dell’Aso. Una volta giunti in fondo, affrontiamo la prima salita lungo la ciclovia dei Crinali, sino al bivio che prendiamo a destra in direzione di Montegallo. Il nostro percorso si svolge come un anello che attraversa i pittoreschi borghi di Balzo, Piano, Castro e tante altre gemme nascoste che formano il Comune sparso di Montegallo. Ogni sosta ci regala scorci incantevoli immersi nel silenzio della natura. Dopo aver chiuso questo anello, torniamo al bivio precedente per riprendere la ciclovia dei Crinali verso Comunanza/Montemonaco. Lungo la strada meritano una foto e una sosta la chiesa di San Vito a Propezzano (si consiglia di salire al termine del paese per evitare la prima rampa ripidissima) la isolata chiesa di Santa Maria Assunta a Polverina, in bella posizione isolata ma che porta ancora i segni dell’ultimo terremoto. Ancora qualche chilometro e iniziamo la discesa prendendo a sinistra per Illice sino a raggiungere il lago di Gerosa, che costeggiamo risalendo la vallata dell’Aso. A san Giorgio all’Isola, dopo una doverosa sosta per visitare l’interessante chiesa romanica di San Giorgio, e anche per pausa ristoratrice, affrontiamo l’ultima salita della giornata per completare il tour a Montemonaco. L’itinerario presenta un dislivello impegnativo e richiede una buona preparazione fisica. Ci sono alcuni strappi, ma grazie a una e-bike possiamo affrontarli senza troppa fatica, godendo al massimo dei paesaggi e dei luoghi caratteristici.
Il Cammino dei Cappuccini - Tappa 15
L'itinerario escursionistico che si snoda tra Montefalcone Appennino e Rotella offre un viaggio affascinante attraverso le colline e le montagne marchigiane, unendo panorami mozzafiato a un'esperienza ricca di storia e spiritualità. Il cammino inizia nel suggestivo borgo di Montefalcone Appennino, situato a circa 742 metri sul livello del mare. Questo antico villaggio, arroccato su uno sperone roccioso, accoglie i visitatori con la sua architettura medievale e le sue viste spettacolari sulle valli circostanti. È il punto di partenza ideale per un'escursione che promette di rivelare la bellezza nascosta delle Marche. Il percorso si sviluppa per circa 20 chilometri, attraversando un territorio che alterna tratti montani e collinari, strade sterrate, sentieri naturali e qualche tratto asfaltato. Durante il cammino, si incontrano luoghi di grande interesse, come il borgo di Force, un altro piccolo gioiello dell'entroterra marchigiano. Force offre un’occasione per fare una pausa e immergersi nell'autenticità della vita locale. Il percorso prosegue poi verso Rotella, il punto finale dell'itinerario, un altro borgo pittoresco che incanta con la sua tranquillità e il suo fascino rustico. Mentre si cammina, si è costantemente circondati da un paesaggio variegato e stimolante. Le colline si susseguono una dopo l'altra, offrendo scorci panoramici che spaziano dalle vallate verdi ai boschi ombrosi. È un itinerario che regala momenti di grande serenità, le cui difficoltà sono ampiamente compensate dalla bellezza del paesaggio e dalla sensazione di armonia con la natura che si sperimenta lungo il cammino. Con un dislivello positivo di circa 742 metri, l'itinerario è adatto a escursionisti con un buon allenamento. La lunghezza complessiva del percorso, di quasi 20 chilometri, implica una durata stimata tra le 6 e le 7 ore, a seconda del ritmo di camminata e delle pause. Questo itinerario fa parte del Cammino dei Cappuccini (link), un sentiero che attraversa le Marche, collegando vari santuari, chiese e conventi gestiti dai frati cappuccini. Il Cammino dei Cappuccini offre un’esperienza che va oltre la semplice escursione, diventando un viaggio interiore attraverso la storia e la fede. L'arrivo a Rotella segna la fine di un itinerario che non è solo un percorso tra le montagne, ma anche un cammino che attraversa l’anima della regione, rivelando il legame profondo tra l’uomo e il suo territorio. Rotella, con il suo centro storico e la sua atmosfera accogliente, è il luogo ideale per apprezzare ancora di più la ricchezza di una regione che ha molto da offrire a chi decide di esplorarla con lentezza.
Enoturismo a Forca di Presta
Un itinerario esperienziale tra i panorami mozzafiato di Forca di Presta, da vivere con la magia del crepuscolo. Suggestivo nei mesi invernali. Possibilità di scoprire gli autentici sapori con una degustazione presso la Cantina "Terra Divina" ad Arquata del Tronto (AP).